Il commento del vice diretttore Cna Ravenna Massimo Mazzavillani

Il 12 gennaio 2011 è stato il giorno del click-day per le imprese che intendono investire in sicurezza partecipando al bando Inail per contributi sul miglioramento della salute e sicurezza sul lavoro che prevede per la Regione Emilia Romagna uno stanziamento complessivo di 4.570.000 euro. Il finanziamento consiste in un contributo economico a fondo perduto dell’Inail fino ad un massimo di 100 mila euro per azienda.
 

“Come Cna Ravenna – dichiara il vice direttore Massimo Mazzavillani – abbiamo perfezionato domande per 60 aziende con progetti riguardanti investimenti su macchinari e attrezzature per la riduzione dei rischi nelle attività lavorative, l’adeguamento degli impianti negli ambienti di lavoro a l’adozione di sistemi di gestione per la sicurezza sul lavoro. Complessivamente l’ammontare degli investimenti raggiunge i 10.000.000 di euro, dato ancor più significativo se contestualizzato in un momento ancora difficile per l’economia e per le imprese.
Purtroppo la procedura informatica dell’ Inail non ha funzionato a dovere, come già accaduto in passato in altre situazioni simili. Ciò ha determinato l’impossibilità per tante aziende interessate di accedere alla positiva presentazione della domanda.
Come Cna Ravenna – continua Mazzavillani – consapevoli dell’inadeguatezza del sistema informatico, abbiamo garantito un trattamento paritario alle imprese interessate, sostituendoci in qualche modo alle carenze del sistema di accesso, attraverso il coinvolgimento di una vera e propria task-force composta da 60 operatori dotati ciascuno di un computer e col compito di inviare simultaneamente le domande all’ora fatidica prevista per il click-day.
In questo modo sulle 60 aziende coinvolte, 12 hanno ottenuto l’accoglimento della domanda per un importo complessivo di contributo pari a 747.050 euro.
Rimane la delusione per le aziende escluse da un meccanismo di selezione che non risponde in pieno a criteri di regolarità e trasparenza, si aggiunga poi anche l’inadeguatezza dei fondi destinati che sono andati esauriti in pochi istanti.
 

Pur apprezzando la scelta che tende a diffondere in maniera più capillare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro – conclude Mazzavillani – si contesta la formula che condiziona l’ottenimento delle risorse per via telematica ed alla velocità con cui si pigia un tasto del computer, che ha già dimostrato chiari limiti in numerose occasioni. Questa procedura appare, pertanto, inadeguata e va sostituita con modalità che consentano di eliminare disparità di trattamento tra imprese.