Grande attesa per l’apertura dei seggi a Mirafiori

In un clima di attesa degno di elezioni politiche, i lavoratori di Mirafiori si preparano a votare l’accordo siglato il 23 dicembre scorso (tranne che della Fiom). I seggi apriranno questa sera alle 22 e i primi a votare saranno gli operai del turno di notte.
Intanto, da Ravenna, arrivano parole di solidarietà da Sinistra Ecologia e Libertà. “In questa vicenda – afferma in una nota il coordinamento provinciale – emerge in modo preponderante che l’imprenditoria si muove su un piano globale, minimizzando i diritti dei lavoratori in tutti gli Stati dove ciò sia possibile, infrangendo regole di democrazia e calpestando la dignità di persone che abbiano la sola ‘colpa’ di essere dei lavoratori subordinati.
Le istituzioni statali, i sindacati e gli stessi lavoratori hanno invece difficoltà a difendere tutti quei diritti di tutela del lavoro salariato, che rappresentano la preziosa eredità della storia del movimento operaio e della civiltà europea.
Riconosciamo alla Fiom Cgil il merito di una lotta in difesa di diritti conquistati dai lavoratori, ma soprattutto di un sistema di relazioni industriali che non può essere fondato sul ricatto”.

“Non si può infatti scendere a patti con un manager che non riconosca all’altra parte alcun valore, alcuna dignità, se non quella di acconsentire – prosegue Sel -.
In questo paese, dove il governo si è estraniato da ogni intervento, salvo poi applaudire la minacciata fuga di Marchionne, è di vitale importanza che i cittadini si stringano intorno a chi, in questo momento, è in prima fila a difendere i diritti di tutti”.



“A Mirafiori – aggiunge Giovanni Paglia, coordinatore regionale di Sel – non si gioca soltanto un ricatto inaccettabile sulla pelle degli operai Fiat, messi di fronte all’alternativa fra perdita del posto di lavoro e rinuncia a diritti che appartengono alla civiltà del nostro paese. Ciò che è in palio è il ruolo dell’Italia nell’economia globale, e quindi il nostro stesso futuro.
Con l’appoggio di un governo estraneo agli interessi nazionali si cerca di far passare l’idea che il mantenimento in Italia di cicli della produzione industriale non possa che passare per la riduzione dei livelli salariali, la cancellazione del diritto di sciopero, l’abolizione della malattia retribuita, l’imposizione di ritmi di lavoro sempre più pesanti.
Si è cominciato parlando di eccezione Pomigliano, ora l’eccezione è diventata la Fiat, domani sarà la norma per tutto il lavoro dipendente.
Per questo la sinistra non ha scelta nella valutazione dell’operazione di Marchionne. Non si può parlare di rilancio del paese senza partire dalla centralità del lavoro, senza scegliere apertamente di tornare a giocare un ruolo nella fascia alta dell’economia mondiale, senza una crescita della domanda interna, senza un indirizzo strategico che punti all’innovazione di prodotto e alla ricerca.
Tutto il contrario di quanto propone la Fiat, che pretende dai lavoratori un salto indietro di 50 anni senza nemmeno un piano industriale, che non sia il miraggio del miliardo.
Marchionne e Belrusconi vogliono che l’Italia diventi terreno di conquista e scorribanda per la speculazione finanziaria e per investitori senza scrupoli. Noi stiamo con la Fiom”.

Una delegazione di Sel Ravenna parteciperà alla manifestazione della Fiom indetta in occasione dello sciopero, che si terra a Bologna il giorno 27 gennaio.