Anche i sindacati intervengono sul tema della centrale a biomasse di Russi. E mettono in evidenza il clima teso.

 La Cgil Cisl e Uil e la Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil dell’Emilia Romagna, rilevano le organizzazioni, ”esprimono viva preoccupazione per i toni esasperati che ha assunto il confronto pubblico sulla realizzazione della centrale a biomasse che si deve realizzare a Russi in attuazione degli accordi relativi alla riconversione dello stabilimento saccarifero dismesso nell’ambito della ristrutturazione del settore”.

I sindacati spiegano che “un concorso di energie da biomassa è ritenuto indispensabile per raggiungere entro il 2020 il 20% di energie da fonti rinnovabili, come ci viene chiesto dall’Unione Europea, pena pesanti penalizzazioni economiche; una corretta valutazione ambientale dell’impianto non può prescindere dal confronto con l’impatto ambientale dello zuccherificio dismesso, e che è su questo presupposto che i programmi di riconversione degli stabilimenti saccariferi in dismissione furono giudicati sostenibili dal Servizio ambiente della Regione; che tali programmai hanno perseguito l’obiettivo di sostituire (almeno parzialmente) con nuove filiere agro- energetiche il potenziale economico che la ristrutturazione del settore saccarifero faceva venir meno nei territori interessati; il potenziamento delle attività di confezionamento e di funzioni logistiche in atto è parte di un progetto economico al cui equilibrio concorre la realizzazione dell’impianto di produzione di energia da biomassa, e che pertanto commette un grave errore chi sottovaluta le implicazioni occupazionali dell’impianto”.

 

Le organizzazioni sindacali giudicano, infine, “con particolare” severità il fatto che “le pur legittime mobilitazioni di comitati di cittadini contrari alla realizzazione dell’impianto si realizzino in forme, in date e con modalità da configurare un inammissibile tentativo di intimidazione nei confronti dei dirigenti e funzionari pubblici che partecipano alla conferenza dei servizi nella quale, in attuazione di precise disposizioni di legge, sono chiamati ad esprimere valutazioni di natura tecnica sul progetto a tutela di interessi pubblici definiti, e la cui autonomia di giudizio va salvaguardata come uno dei presupposti fondamentali di un corretto funzionamento delle istituzioni democratiche”.