La denuncia dei sindacati del pubblico impiego

 




I sindacati del pubblico impiego, unitariamente, lanciano un durissimo attacco all’amministrazione provinciale. Chiuse le urne e completati gli scrutini, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e la Rsu della Provincia denunciano “il fallimento politico e gestionale dell’amministrazione e del direttore generale”.

“I dipendenti della Provincia – grazie al loro senso del dovere – hanno continuato con il massimo impegno a garantire i servizi ai cittadini, nonostante le mancanze dei principali responsabili e la conseguente, devastante, demotivazione del personale. Inoltre, fino all’ultimo, il presidente Giangrandi, la giunta e il direttore Randi hanno dimostrato di mirare, prima di tutto, all’autotutela e di non volersi assumere le proprie responsabilità, scaricando tutto il peso del presunto “buco” di 1.772.000 euro sulle spalle dei lavoratori”.

Le organizzazioni sindacali e i lavoratori avevano già protestato contro la certificazione del “totale raggiungimento degli obiettivi” rilasciata da Giangrandi a Randi, atto propedeutico alla liquidazione del premio di produttività.

“Secondo la legge sulla trasparenza delle pubbliche amministrazioni – fanno notare i sindacati -, è possibile liquidare la produttività dei dirigenti solo se l’ente ha pubblicato i curricula e le retribuzioni di coloro che rivestono incarichi di indirizzo politico amministrativo. A ulteriore riprova della mancanza di trasparenza nei confronti dei cittadini, queste retribuzioni non sono state pubblicate fino a  lunedì 16 maggio 2011, e cioè a mandato scaduto. A fronte di questa pubblicazione – improvvisa, fuori tempo massimo e comunque incompleta (mancano i curricula) – il direttore generale ha ritenuto di potersi autorizzare il pagamento dei compensi relativi al premio di risultato per un totale di 63.609,26 euro (corrispondente al 100% dell’erogabile: un risultato mai raggiunto da nessuno); e questo mentre tutti gli altri dipendenti della Provincia non sanno ancora se vedranno mai più un euro della loro produttività”.

“In questa vicenda – commentano le organizzazioni -, oltre al danno diretto che l’Amministrazione ha provocato ai suoi dipendenti, è in discussione il tema della buona gestione e dei costi della politica, oggi particolarmente delicato, vista la pesante situazione generale che vede tante persone in difficoltà (licenziate, in cassa integrazione, precarie più o meno a vita ecc…) e che tocca molte famiglie del nostro territorio.

Questa consapevolezza motiva ancor di più nel chiedere che i soldi dei cittadini siano spesi al meglio. A fronte di una situazione così delicata, ovvi motivi di opportunità avrebbero consigliato valutazioni più equilibrate; invece, l’impressione data dagli amministratori è di connivenza all’interno della propria casta e che il principio della ‘meritocrazia’ valga solo per i lavoratori ‘comuni’.

Rimediare a questo clima non sarà facile, l’unica possibilità è che il nuovo presidente e la nuova giunta ripartano dalla consapevolezza che i risultati della buona amministrazione si basano sulla motivazione, qualità, competenza e  impegno di chi ci lavora ogni giorno”.