La nota del direttore Cna Massimo Mazzavillani

“Anche la nostra provincia, purtroppo, è stata colpita tragicamente dalla scelta di un imprenditore di porre fine alla propria vita per l’impossibilità di far fronte al forte disagio dovuto principalmente alle difficoltà economiche”. Il direttore Cna Massimo Mazzavillani commenta la scomparsa dell’imprenditore che si è tolto la vita nei giorni scorsi ad Alfonsine.

“Sulla piccola e media impresa – commenta Mazzavillani – grava un numero infinito di tasse alle quali non sempre corrisponde un servizio adeguato. Il piccolo imprenditore è molto spesso un uomo solo. Investe i propri capitali per guadagnare ma anche per creare posti di lavoro: rischia di suo, e quando gli affari vanno male nessuno lo garantisce. La giustizia civile non lo tutela se i clienti non pagano. I Governi non hanno la stessa attenzione che hanno per la grande industria. Da quando è scoppiata la crisi abbiamo dichiarato guerra allo spread, prestato attenzione alle banche, messo mano alla riforma delle pensioni e pensato a licenziamenti e buonuscite. Ma per i piccoli imprenditori, niente.

E’ giusto fare azioni per riscuotere le tasse. Ma capita che lo Stato esiga tasse anche su redditi non ancora conseguiti. Capita perfino che le richieda su redditi mai accertati, ma solo ipotizzati. In giudizio è il cittadino a dover dimostrare la propria buona fede e, in questo modo, si sta stravolgendo il basilare principio giuridico secondo il quale l’onere della prova spetta all’accusa, non alla difesa. Fatti e riflessioni di cui occorre tenere conto per dare risposte reali e concrete alle imprese”.