La cooperativa ortofrutticola dell’Emilia-Romagna impiega oltre 1800 lavoratori

“Garanzia dei livelli occupazionali per tutti i lavoratori avventizi per tutta la durata contrattuale (2013-15), rientro dell’appalto della piattaforma di carico dello stabilimento di Longiano (Cesena), l’impegno da parte dell’azienda a non effettuare appalti ed esternalizzazioni in tutti gli stabilimenti e il mancato utilizzo di lavoratori somministrati”.

Sono questi i punti principali dell’ipotesi di accordo per il rinnovo dell’ integrativo aziendale sottoscritta ieri tra Apofruit Italia, la cooperativa ortofrutticola dell’Emilia Romagna che tra le province di Forlì-Cesena, Ravenna, Modena e Bologna impiega oltre 1800 lavoratori, e i sindacati confederali di categoria: Fai Cisl Flai Cgil Uila Uil dell’Emilia Romagna.
“Un accordo che – spiegano i sindacati – conferma il legame tra salario variabile e gli obiettivi di qualità, redditività e produttività e che, nell’ambito dell’organizzazione del lavoro, per dare maggiori garanzie ai lavoratori sul piano della tutela della salute e sicurezza del lavoro, prevede l’introduzione di pause retribuite utili al recupero psicofisico. Nello stesso tempo si è stabilito che, grazie anche al coinvolgimento di Comune, Provincia, e Regione, unitamente al movimento cooperativo si cercheranno possibili soluzioni per i lavoratori, già provati dal terremoto di un anno fa e dalla recente tromba d’aria, che per ragioni di riorganizzazione produttiva sono stati costretti a trasferirsi dallo stabilimento di San Martino Spino (Mirandola – Modena) a quello di Altedo (Bologna)”.

Generale soddisfazione è stata espressa dai sindacati sia per l’impianto complessivo dell’ipotesi di accordo, specie per le questioni del rientro degli appalti e le garanzie occupazionali, sia per il metodo adottato dalle parti, “che in una fase così critica della crisi hanno saputo condividere soluzioni ed obiettivi”.

Nei prossimi giorni i sindacati convocheranno le assemblee per l’approvazione dell’ipotesi d’accordo da parte dei lavoratori dei singoli impianti, ma “l’esito appare più che scontato”.