La Cia ha presentato i risultati 2013. Tra le cause le condizioni climatiche avverse

Nella presentazione dell’Annata agraria 2013 in provincia di Ravenna, la Cia ha inquadrato l’illustrazione partendo da un’analisi del settore agroalimentare in Italia e poi ha analizzato in modo analitico i comparti produttivi più rappresentativi per la provincia di Ravenna.

Pur ribadendo che il settore primario presenta uno scenario eterogeneo, con risultati economici spesso diversi per area agricola e per comparto produttivo, Fabrizio Rusticali, direttore della Cia della provincia di Ravenna, ha sottolineato che “l’intero sistema agroalimentare del ravennate e, in particolare, le imprese che operano a livello della produzione, hanno registrato nel complesso risultati inferiori, ad eccezione di alcuni comparti produttivi, rispetto al 2012”.

Rusticali ha evidenziato inoltre “il permanere di problemi legati ai redditi degli agricoltori causa l’entità dei costi di produzione che, nonostante un aumento complessivo dei prezzi alla produzione, risultano ancora superiori o allineati alle quotazioni dei prodotti sul mercato. L’eccesso delle precipitazioni in inverno e primavera e le temperature inferiori alle medie stagionali hanno inoltre penalizzato le rese e la qualità di alcune specie arboree ed erbacee con ripercussioni negative sulla produzione totale dell’agricoltura ravennate”.

Per quanto riguarda le colture si assiste ad un brusco calo per le albicocche, con un produzione inferiore del 35% rispetto al 2012 a causa delle condizioni climatiche avverse. Se la passano meglio pesche e nettarine (+10-15%), susine (+20%) e pere (+15%) mentre per le olive si ipotizza una resa per ettaro attorno ai 30-35 quintali, in crescita rispetto al 2012.