Cinosi: “La concertazione produce risultati migliori”. Ma la Tari non convince

“Una Tasi meno iniqua di quel che poteva essere”. Così la Cisl Romagna, area territoriale di Ravenna, commenta la decisione del Comune. Sarà utilizzata la leva dell’aumento dell’0,8 per mille dell’aliquota base della Tasi per introdurre una serie di detrazioni progressive fisse: per le rendite catastali più basse (da 140 euro per chi ha fino a 250 euro di rendita catastale e poi giù a decrescere fino a 50 euro per chi ha fino a 650 euro di rendita, nessuna detrazione per i cespiti più grandi) e per chi ha figli a carico (50 euro per ognuno fino a 26 anni di età, e senza limiti per i disabili fino a 850 euro di rendita catastale) nella nuova tassa sulle abitazioni.

Il progetto è stato discusso venerdì 11 luglio in commissione Bilancio e sarà portato al più presto in consiglio per l’approvazione. La Cisl aveva sostenuto sin dall’inizio del confronto  questa soluzione, sottolineando come, utilizzando solamente il fondo per la restituzione dell’Imu 2012 (400mila euro per il 2014, da sommare a quelli non distribuiti nel 2013), soprattutto per le famiglie con più figli, la nuova tassa avrebbe finito per essere più onerosa della vecchia Imu e soprattutto avrebbe colpito più duramente chi ha rendite catastali inferiori e le famiglie più numerose.

 

“E’ l’ennesima dimostrazione che la concertazione produce soluzioni migliori per tutti – dichiara Antonio Cinosi, segretario Cisl Romagna responsabile dell’area di Ravenna -.  Ora la Tasi è un po’ meno iniqua. L’ipotesi di regolamento Tasi concordata con l’amministrazione ci soddisfa, perché non rende più gravosa la Tasi rispetto alla vecchia Imu e introduce un criterio di progressività del contributo sulla base del patrimonio. Con l’utilizzo del fondo di restituzione Imu poi, necessario a finanziare l’intero impianto, siamo riusciti  anche ad inserire detrazioni progressive per chi ha figli con età non superiore a 26 anni  e soprattutto per le famiglie con disabili  (senza limiti d’età). Per le detrazioni, oltre al patrimonio si sarebbe potuto  tenere conto anche del reddito e con l’amministrazione ci abbiamo ragionato ma quest’ipotesi sarebbe stata di difficile applicazione (probabilmente solo con un meccanismo di restituzione ex post) e non avevamo nemmeno la certezza di poterla introdurre a livello legislativo. Mi pare in sostanza che quella trovata sia una buona soluzione”.

 

Meno soddisfacente, invece, la soluzione trovata per la Tari. «Non ci convince la  ripartizione del costo a svantaggio dell’utenza domestica, per mantenere un maggiore equilibrio nell’incremento della spesa per le attività produttive – aggiunge Cinosi -. A partire dall’anno prossimo, oltretutto, bisognerà ragionare insieme sui costi di riscossione affidati ad Hera ed sugli altri fattori che influenzano la tariffa per evitare aumenti su aumenti, non sempre e del tutto motivati. La strada giusta è sempre quella della concertazione”.