Oltre 60 persone hanno potuto visitare l’impianto nella giornata di domenica 9 giugno.

Proseguono fino a luglio le visite guidate alla piattaforma Garibaldi C che Eni ha lanciato quest’anno con il progetto “Energie aperte”, attraverso il quale desidera informre i cittadini sulle attività del Distretto Centro Settentrionale, il più importante della società, con 60 piattaforme al largo fra Ravenna e Cervia. Per alcune di loro c’è in corso un progetto di riconversione, per l’Armida 1 e la Regina1 è invece in previsione la chiusura mineraria nei prossimi mesi. Le 65 piattaforme presenti in tutto il mare adriatico hanno prodotto nel 2018 2,7 miliardi di metri cubi di gas, il 50% circa dell’intera produzione nazionale.

La Garibaldi C

Accompagnati dal direttore del distretto, l’Ing. Diego Portoghese, siamo andati a visitare la piattaforma che rappresenta il punto di riferimento del campo, che conferisce alla centrale di Casalborsetti circa 900 mila metri cubi di gas giornalieri. Alla Garibaldi C che dista 15 chilometri dalla costa si arriva dopo circa 45 minuti di navigazione, incontrando lungo il tragitto gli altri impianti del campo Garibaldi – Agostino. La piattaforma è in funzione dal 1994 ed è presidiata tutto l’anno dal personale dell’azienda che ne cura la manutenzione. 20 lavoratori che operano in turni di 15 giorni lavorativi in piattaforma e 13 giorni a casa. Tutta l’attività della piattaforma, ci spiega l’Ing. Portoghese, è totalmente controllata da un sistema remoto dalla centrale Eni di Casalborsetti. Dopo essere stati briffati sulle norme di sicurezza dell’impianto, e le dotazioni di rito con casco, guanti e occhiali, è iniziato il percorso che ha portato i visitatori a scoprire le aree della piattaforma, nello specifico quella di stoccaggio materiali e quella che smista il gas in arrivo dai 12 pozzi, destinato successivamente al trasferimento alla centrale di terra. La Garibaldi C è collegata da un ponte alla Garibaldi K.

Decommissioning e riconversione

Durante la visita l’Ing. Portoghese parla delle attività di decommissioning e riconversione, un piano approvato lo scorso anno che prevede la chiusura mineraria di 33 pozzi e 13 strutture, per le quali vi è allo studio la possibilità di nuovi utilizzi.. Il gruppo sta inoltre portando avanti 2 progetti di ricerca nati proprio a Ravenna sull’energia da moto ondoso, che potranno poi essere sfruttati in tutti i siti Eni in tema di nuove soluzioni tecnologiche, nell’ottica degli impegni di decarbonizzazione recentemente annunciati dalla società.

Il gruppo di visitatori riparte alla volta della terraferma con grande soddisfazione, dopo aver approfondito i temi dell’estrazione del gas naturale e di quell’offshore di cui si è molto parlato negli ultimi mesi in materia di politica con il provvedimento “blocca trivelle”, a quanto pare scongiurato.