Tollerati esemplari inferiori ai 25 millimetri fino ad un minimo di 22

Ok dall’Ue per taglia minima vongole

La Commissione Pesca del Parlamento Europeo ha dato il via libera alla pesca di esemplari del diametro di 22 millimetri nel Mar Adriatico, confermando la deroga alla misura minima – fissata a 25 millimetri – per un altro anno, a partire dal 1 gennaio 2020. Le oltre 50 barche di pescatori di vongole delle marinerie romagnole potranno tornare in acqua. Almeno per altri 12 mesi.

Circa 120 famiglie di pescatori della Riviera romagnola possono finalmente tirare un sospiro di sollievo: la “guerra delle vongole” fra Italia e Spagna è finita, almeno per il momento.

Soddisfazione di Confcooperative FedAgriPesca Emilia Romagna

“È un’ottima notizia per i nostri pescatori – spiega Vadis Paesanti, vicepresidente Confcooperative FedAgriPesca Emilia Romagna –. L’organo scientifico della commissione Pesca ha realizzato studi che hanno confermato quanto affermiamo da tempo, con il supporto di dati e ricerche scientifiche: la vongola Venus Gallina, più nota come pavarazza, nel nostro tratto di Adriatico non riesce a raggiungere i 25 mm di dimensione. La nostra pesca quindi, non solo si è dimostrata non lesiva per l’ambiente e l’ecosistema delle vongole ma anzi, i dati confermano come le nostre scelte favoriscano lo sviluppo della Venus Gallina, permettendo la crescita sana di nuovi esemplari dopo la raccolta da parte nostra degli adulti. La Commissione Pesca del Parlamento Europeo ha perfino fatto i complimenti ai pescatori italiani per il rispetto dei parametri di sostenibilità ambientale”.

“Questo risultato – prosegue Paesanti – è frutto di un grande lavoro di squadra, a tutti i livelli: a nome dei nostri pescatori il mio ringraziamento va all’Alleanza Cooperative Pesca, al Ministero delle Politiche agricole e all’assessore regionale Simona Caselli che fin dalla prima richiesta di deroga nel 2015 si è presa a cuore la nostra causa e che, in occasione di questo rinnovo, si è prodigata intervenendo direttamente a Bruxelles”.

La deroga è stata confermata per tutto il 2020: “Non c’è tempo da perdere – conclude Paesanti -: occorre che il Sistema-Paese si attivi subito e in tutte le sedi necessarie, di concerto con i pescatori con l’obiettivo di raccogliere altri dati ancora più completi e inequivocabili. Dobbiamo assicurarci che la deroga venga confermata ulteriormente, puntando a renderla definitiva dopo il 2020. Le nostre 54 barche e i nostri 120 pescatori di vongole sono pronti a dare il proprio contributo”.

La parola a Coldiretti 

“E’ stata accolta – sostiene la Coldiretti – la richiesta di tolleranza della presenza di vongole di taglia inferiore a 25 mm fino ad 22 mm per le sole acque italiane, senza la quale rischiava di affondare una parte importante della marineria nazionale a causa del taglio delle esportazioni, che rappresentano quasi la metà della nostra produzione con un impatto devastante sul settore.  In gioco – sottolinea la Coldiretti – una flotta di circa 710 imprese in Italia e oltre 1600 addetti ed ha un indotto di altre 300 imprese di commercializzazione all’ingrosso ed un altro migliaio di addetti. Il provvedimento salva in pratica i piatti più tipici della tradizione Made in Italy, dagli spaghetti al sauté, fino ai risotti.

La durata del provvedimento che ha ottenuto luce verde dalla Commissione, con anche il parere favorevole dell’organo tecnico scientifico europeo (STEFC), è fissata – continua la Coldiretti - fino al 31 dicembre 2020. Il via libera comunitario, permetterà di valutare l’esito della sperimentazione 2017-2019 che in caso positivo potrebbe permettere il ripetersi della deroga anche per il triennio 2021-2023. 

Il via libera non interessa tutti i tipi di vongole ma solamente la specie autoctona presente in mare aperto, la “chamelea gallina” conosciuta anche come “lupino”, la cui produzione si aggira sulle 20/25 mila tonnellate circa, mollusco bivalve che cresce sui bassi fondali costieri sabbiosi, soprattutto in Adriatico. Sono escluse quelle di allevamento. 

I vincoli posti alle dimensioni della vongola nostrana – conclude la Coldiretti – hanno anche favorito la diffusione sui banchi delle pescherie oltre che sui menù dei ristorante di vongole di importazioni proveniente da altri paesi e continenti, in particolare lavorate e congelate, spesso spacciate per specie autoctone”.