In una lettera a Giuseppe Conte

Le proposte di Confindustria indirizzate a Conte

Nella giornata di ieri, 22 marzo 2020, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha mandato una lettera al Presidente Giuseppe Conte a proposito del decreto col quale viene sancita la sospensione di alcune attività produttive come misura per contrastare la diffusione del contagio del Covid-19.

Nella lettera sono riportate alcune proposte di Confindustria come “la prosecuzione di attività non espressamente incluse nella lista e che siano, però, funzionali alla continuità di quelle ritenute essenziali; di attività che non possono essere interrotte per ragioni tecniche, l’esigenza che la prosecuzione di tali attività possa essere garantita mediante il ricorso a una procedura amministrativa molto semplificata, la necessità di far salve tutte quelle attività di natura manutentiva (e le relative produzioni), finalizzate a mantenere in efficienza macchinari e impianti, in modo da non pregiudicare la capacità degli stessi di poter essere riattivati alla ripresa delle attività; la prosecuzione delle attività di vigilanza di attività e strutture oggetto del blocco; assicurare i tempi tecnici necessari dall’entrata in vigore del provvedimento, a concludere le lavorazioni in corso, ricevere materiali e ordinativi già in viaggio verso i siti produttivi, consegnare quanto già prodotto e destinato ai clienti.

Assicurare la possibilità di ampliare o precisare i codici esclusi dal blocco e far riferimento non solo ai singoli codici ma alle macro-classi e alle note esplicative della tabella ATECO 2007”.

L’ultima richiesta di Confindustria è quella di “sciogliere immediatamente il nodo del credito e più in generale della liquidità per evitare che questa situazione produca conseguenze irreversibili per le imprese e che gli imprenditori perdano la speranza nella futura prosecuzione delle attività”.