Tavoli all'aperto (foto di repertorio)

Si tratta di una “proposta molto semplice e a costo zero per il Comune di Ravenna”, quella lanciata dalla lista civica La Pigna al Sindaco de Pascale per la ripartenza delle attività: “spazi pubblici concessi gratuitamente ai gestori di locali quali bar e ristoranti, per consentire loro di ampliare la superficie a disposizione, rispondendo al meglio alle disposizioni in materia di distanziamento sociale”.

“La gratuità dovrà coprire tutto il 2020 – illustra l’idea la capogruppo Veronica Verlicchi –, per fornire un ulteriore elemento di sostegno e di aiuto per la ripresa economica di tali attività. Una soluzione che consentirebbe a quei locali che hanno spazi ridotti, di poter aumentare il numero dei coperti che, se si considerasse solo la superficie interna, sarebbe talmente ridotto da non garantire un volume di incassi sufficiente per restare aperti.

Di tale soluzione ne beneficerebbero anche i negozi e le attività commerciali delle vicinanze, in quanto il numero delle persone presenti aumenterebbe. L’obiettivo è proprio quello di accogliere più avventori e magari turisti, per riportare la vita nelle strade della città senza violare i vincoli di sicurezza.

Per raggiungerlo, è necessario che il Sindaco de Pascale faccia però i conti con la circolare che il Soprintendente Giorgio Cozzolino ha inviato nei giorni scorsi ai Comuni delle Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, e con la quale ricorda che ogni intervento dovrà essere comunicato al suo ente ‘al solo fine di valutare se esistono i presupposti per attivare un procedimento di divieto’. 

In detta circolare, oltre ad un nutrito elenco di precrizioni e divieti, è stabilità la modalità che gli stessi comuni dovranno seguire per richiedere il parere preventivo alla Soprintendenza. Un iter lungo e costoso, che si scontra duramente con le attuali esigenze di velocità e semplificazione delle procedure, indispensabili per rimettere in modo al più presto l’economia del nostro territorio.

Le prescrizioni ed i divieti indicati dalla Soprintendenza gravano anche sui bagnini e sui ristoranti/bar della spiaggia che intendano modificare il posizionamento delle loro strutture (ombrelloni ed altro) già autorizzati. Modifica che, come è ben noto, si rende necessaria proprio per rispettare le regole del distanziamento sociale.

Insomma, se da una parte si chiede, giustamente, agli operatori della ristorazione e della balneazione di rispettare le prescrizioni per garantire la salute dei cittadini, dall’altra gli stessi soggetti si trovano strozzati da divieti imposti da altri enti.

In questo modo, lo spazio di manovra delle imprese si riduce talmente da mettere in serio pericolo la vita delle stesse attitivà.

Una vera e propria spada di Damocle, quella della Soprintendenza, che pende sopra la testa dei tanti ristoratori, baristi e bagnini già duramente colpiti da oltre 2 mesi di chiusura forzata.

Non c’è tempo da perdere: l’economia ravennate, fortemente provata prima ancora dell’emergenza sanitaria, deve ripartire velocemente.

Ci auguriamo che il Sindaco Michele de Pascale accolga la nostra proposta di concessione di spazi pubblici all’aperto gratuitamente e si impegni a dissinescare le pretese della Soprintendenza”.