Il progetto CerviaSMART per il supporto e il consolidamento dello Smart Working sarà finanziato per il 70% dalla Regione

Il Comune di Cervia riceverà dalla Regione Emilia Romagna 52.500 euro per realizzare  CerviaSMART, progetto teso a sviluppare azioni dedicate al lavoro a distanza.

Il Comune di Cervia ha partecipato al bando varato dalla Regione presentando un progetto da 75 mila euro, il 70 per cento dei quali sarà finanziato dalla Regione. La somma sarà utilizzata per l’adozione di piani di consolidamento dello Smart Working, per la realizzazione di azioni a supporto, tra cui quelle di carattere formativo per dipendenti e dirigenti, per l’adozione di strumenti delle tecnologie dell’informazione in grado di supportare il processo di trasformazione digitale e organizzativa.

Il programma sarà avviato nelle prossime settimane e dovrà concludersi entro la fine dell’anno.

L’esperienza del lavoro a distanza non è una novità per il Comune di Cervia, che comunque come molti altri enti ha adottato in forma massiva lo smart working durante la fase di emergenza covid, così da poter continuare a fornire servizi alla città.

In particolare, il percorso verso l’introduzione del Lavoro Agile è stato intrapreso dal Comune di Cervia nel 2018, grazie al lavoro svolto dal gruppo di lavoro appositamente costituito e dal Comitato Unico di Garanzia (Cug), che ha portato, il 17 dicembre 2019, all’approvazione – in via sperimentale – del regolamento per la disciplina del lavoro agile nell’ente, in vigore dal primo gennaio 2020. Sempre nel dicembre 2019, inoltre, il Comune è stato uno dei primi enti della Regione ad aderire al progetto VeLa Emilia-Romagna Smart Working, che aveva proprio l’obiettivo di creare le condizioni, all’interno delle Pubbliche Amministrazioni, per sviluppare modalità di lavoro smart, contribuendo così al processo di trasformazione digitale del territorio.

Prima dell’emergenza covid, nei mesi di gennaio e febbraio, erano 8 i lavoratori che avevano sottoscritto l’accordo individuale di lavoro agile. Durante l’emergenza, quindi a partire indicativamente dal 10 marzo, i dipendenti in smart working sono saliti a 124, su un totale di 252.

Il progetto cofinanziato dalla Regione ora permetterà di fare un salto di qualità sul tema, coerente con l’obiettivo strategico del Comune di semplificare i processi per snellire i tempi di evasione delle pratiche anche attraverso nuove modalità di utilizzo e distribuzione delle risorse umane, anche avvalendosi dell’innovazione tecnologica, per rendere la struttura organizzativa comunale dinamica, flessibile, funzionale agli obiettivi dell’ente e al servizio dei cittadini.

“Per far fronte all’emergenza sanitaria del coronavirus – dichiara il vicesindaco Gabriele Armuzzi, che ha delega al Personale – siamo stati costretti all’improvviso a riorganizzare il nostro assetto lavorativo. Ora, anche grazie al finanziamento della Regione, abbiamo l’occasione di potenziare il percorso intrapreso, dal punto di vista della riorganizzazione del lavoro, fondata sulla responsabilizzazione dei dipendenti e sul rapporto di fiducia con l’ente. Per questo, parte delle risorse del progetto saranno canalizzate alla formazione, per generare nuovi valori e competenze”.

“Nei mesi scorsi – aggiunge l’assessore allo Sviluppo tecnologico Michele Fiumi – la modalità di lavoro a distanza ci ha permesso di garantire la continuità dei servizi alla nostra comunità. Ora quest’esperienza va migliorata e messa a sistema, perché probabilmente in futuro non ne potremo più fare a meno. Con questo progetto investiremo sul potenziamento degli strumenti tecnologici e sulla sicurezza informatica, per guardare al futuro con l’idea che alcune utili prassi adottate nella fase dell’emergenza possano diventare importanti strumenti operativi per migliorare e velocizzare il nostro lavoro al servizio della città”.