“Occorre una visione di lungo periodo per gestire la transizione energetica”. 

Anche la Camera di commercio esprime la propria contrarietà all’ipotesi di un terzo emendamento sulle estrazioni di gas che, limitandone ulteriormente l’ operatività, potrebbe anche pregiudicare definitivamente le prospettive del settore in Italia.

Dopo due missive inviate al premier Conte, con le quali il presidente dell’ente camerale ravennate ha fatto sentire la sua voce, insieme alle Istituzioni, i Sindacati, le Associazioni di categorie e le imprese del settore rappresentate dal ROCA, per segnalare gli effetti disastrosi del blocco delle prospezioni voluto dal Governo, Giorgio Guberti ribadisce la sua posizione.

“Bloccare le trivellazioni, non ha significato solo mettere a repentaglio l’economia locale e regionale, ma comporterà conseguenze ben più gravi, prima tra tutte la non autosufficienza energetica del nostro Paese. Lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico prevede che il completo soddisfacimento della richiesta energetica non possa essere coperto, né ora, né nei prossimi decenni, dalle sole fonti alternative. I Paesi esteri inoltre imporranno sempre più di realizzare commesse all’interno dei propri confini nazionali, con conseguente drastica riduzione di quella quota di domanda che negli ultimi anni ha consentito ad alcune aziende italiane, e ravennati in particolare, di andare avanti. Il 2021 sarà l’anno di OMC, l’Offshore Mediterranean Conference che, non a caso, è stata fondata a Ravenna grazie all’intuizione e all’impegno della Camera di commercio; dovrà essere l’occasione per confermare Ravenna, il più importante distretto dell’off-shore in Italia, con un’industria di tecnologie per la ricerca e lo sfruttamento dei giacimenti al top nel mondo per innovazione e sicurezza, quale città della transizione. Il Paese ha bisogno, per gestire la transizione energetica, del distretto ravennate. Rinunciare a questo patrimonio di professionalità e alle risorse energetiche del mare Adriatico avrebbe ricadute disastrose per il territorio romagnolo e l’ intero paese, ancor più dopo la crisi innescata dall’ emergenza sanitaria. Il nostro territorio in particolare, e l’Emilia-Romagna tutta, possono giocare un ruolo da protagoniste nello sviluppo sostenibile, a patto che si arrivi alla cancellazione della moratoria che blocca il rilascio di nuove concessioni per l’ estrazione di gas naturale, con grave danno per l’ occupazione, gli investimenti e i conti pubblici. Non serve un terzo emendamento che limiti ulteriormente l’ operatività del settore e che potrebbe anche pregiudicarne definitivamente le prospettive in Italia e all’estero. Occorre una visione di lungo periodo sul futuro energetico e industriale del nostro Paese, sfruttando le risorse naturali e pulite che abbiamo a disposizione, come il gas metano, e la grande competenza tecnologica sviluppato dalle aziende ravennati che operano in questo settore”.