Importanza e valori del vino secondo Enotourism Club e Romagna Coast

Di seguito le parole di Enotourism Club e Romagna Coast a proposito dell’importanza e del valore del settore vitivinicolo per l’economia del paese e della regione Emilia-Romagna anche per quanto riguarda il potenziale nel turismo.

“La rivoluzione comincia dal vino! Non si tratta di un semplice svago o di un piacere culinario: il vino è metafora dello spirito. Di più, è nutrimento reale dell’anima, al pari delle parole. Se queste ultime sono il mezzo per descrivere il mondo, il vino è il ponte che porta dentro ad esso” Così scriveva Mario Soldati (1906-1999) scrittore, giornalista, personaggio televisivo, viaggiatore, figura eccezionale nella storia culturale del Novecento, nel suo libro ‘Vino al Vino’.

A cosa serve dire che l’Italia sia la maggior produttrice di vino al mondo con la Francia al secondo posto? Cosa serve produrre il 50% del totale di vino in Europa se non si conosce il reale valore del vino?

 L’Italia è orgogliosa di essere il primo produttore mondiale di vino con 47,5 milioni di ettolitri lo scorso anno, appena davanti alla Francia (42,1 milioni) a cui ha rubato questo titolo nel 2015.

Gran parte viene venduta all’estero, che ha consentito al nostro Paese di raccogliere 6,4 miliardi di euro lo scorso anno contro i 9,8 miliardi della Francia, che resta il primo esportatore in valore e il paese turisticamente più visitato al mondo, che lo utilizza come strumento di comunicazione.

Il vino non è solo un valore di consumo, ha anche una statura storica importante per il territorio che diventa una motivazione turistica , un elemento economico strategico. Lo sa bene la Francia, che ha riservato un trattamento speciale ai produttori di vino prossimi alla nuova vendemmia, intensificando il sostegno finanziario ai viticoltori dopo il forte calo della domanda causata dall’emergenza covid-19 e dai dazi doganali voluti dall’Amministrazione Trump, imposti nell’ambito della controversia commerciale tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti per i sussidi alle compagnie aeree (Boeing e Airbus) che hanno frenato le esportazioni. Per liberare le scorte del vino da tavola, la Francia ha favorito la distillazione, mentre per sostenere il mercato del vino di qualità giacente nei depositi ha previsto un bonus per difendere le scorte onde evitare la svendita.

Il vino è un valore trasversale che coinvolge il settore produttivo agricolo come bevanda popolare, ricopre un ruolo culturale essendo intriso di storia, è un elemento sociale legato agli eventi degustativi, il vino è un’importante motivazione turistica enogastronomica, ambientale, culturale, artistica, creativa. Il vino fa parte del made in Italy, un fattore spesso sottovalutato, ma di grande rilevanza nei mercati intercontinentali. Ristoranti e bar chiusi, feste e matrimoni vietati, per l’emergenza covid, un intero canale di distribuzione è stato chiuso. Poi gradualmente ha chiuso l’Europa e oltre Atlantico.

L’altro canale, quello della grande distribuzione, i supermercati, è ancora funzionante, ma non riesce a compensare le vendite di un canale completamente interrotto. La situazione internazionale, la crisi sanitaria, il calo delle esportazioni hanno messo il settore vitivinicolo in grande difficoltà. Per ora l’Italia si è limitata ad incentivare la vendemmia verde per ridurre la produzione.

A livello regionale la prima regione è il Veneto, seguita dalla Puglia, dall’Emilia-Romagna e dalla Toscana. La Romagna da sola produce più del 46% del vino della Regione. La produzione è rappresentata dall’Enoteca Regionale e dal Consorzio Tutela Vini unitamente all’Enoturismo.

Nel turismo la Regione Emilia-Romagna predilige il balneare, l’industria che si occupa di affittare “l’ombra”, che non si riferisce certamente a quella legata al vino nel Veneto, dove per chiedere un bicchiere di vino in una qualsiasi osteria si dice «Mi dia un’ombra». Questo sta a dimostrare 20 anni di ritardo che la Romagna denuncia nel turismo rispetto al Veneto, che in termini di presenze turistiche rappresenta la prima in Italia come nella produzione del vino. Due segnali positivi in controtendenza.

Dall’Università di Bologna, campus di Rimini, un giovane di Forlì, Giacomo Vasumi, ha presentato la prima tesi nel corso di laurea in Economia del Turismo, Scuola di Economia, Management e Statistica, relatore Massimiliano Castellani, con questo titolo: “Enotourismclub: come portare il modello dell’enoturismo in Romagna”.

La Caviro, la più grande cooperativa vitivinicola in Italia, si presenta con questo messaggio “Qui, dove tutto torna”, perché passato, presente e futuro, nelle campagne di Romagna vivono in simbiosi, gli stessi vigneti a monte sono stati coltivati sulle tracce dell’antica centuriazione romana e racconta il proprio modello di economia circolare, capace di unire gli obiettivi di sostenibilità economica, sociale e ambientale accanto alla storia del territorio”.