Antonio Patuelli (foto di repertorio)

Nella riunione del Comitato Esecutivo ABI

Riportiamo di seguito l’intervento di apertura del Presidente dell’ABI Antonio Patuelli nella riunione del Comitato Esecutivo ABI alla presenza del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco:

Signor Governatore, grazie per aver accettato il nostro invito di partecipare a questa riunione del Comitato Esecutivo dell’ABI.

Le banche in Italia, dallo scoppio della pandemia, pur nelle complessità dell’emergenza sanitaria, hanno accentuato gli sforzi per contribuire alla resistenza dell’economia e alla ripresa dello sviluppo e dell’occupazione.

L’ABI, gia’ a fine febbraio, promosse e concordo’ con le associazioni d’impresa e con i sindacati una moratoria, poi ampliata dal decreto legge 17 marzo.

Gli oltre 300 miliardi delle moratorie finora deliberate dalle banche evidenziano i nostri sforzi.

Ugualmente, da subito, abbiamo fatto ogni sforzo per applicare i successivi decreti legge: in particolare e’ proficua la collaborazione delle banche col Fondo di Garanzia e la Sace.

Importanti sono state, parallelamente, le decisioni della BCE sia sulle politiche monetarie, sia sulle regole bancarie: sono state in parte accolte anche nostre proposte. Occorre proseguire in queste revisioni e aggiornamenti, innanzitutto evitando di confermare l’introduzione di misure, pensate prima del Covid, come le nuove tempistiche della maturazione dei deterioramenti dei prestiti bancari e conseguentemente delle svalutazioni relative. Quelle soglie, pensate prima del Covid, erano gia’ troppo sincopate, soprattutto per le abitudini italiane: ora, con e dopo il Covid, a maggior ragione, chiediamo siano ripensate e riviste. Cosi come non deve essere traumatico e frettoloso il passaggio dalle regole bancarie proprie dell’emergenza Covid a quelle post pandemia, oltretutto quando la pandemia e’ ancora in atto e non si sa quando finirà.

Importantissime sono le decisioni della UE per gli investimenti per la ripresa, ma saranno non velocissime le procedure di adozione e di ratifica da parte degli organi costituzionali di ben 27 Stati nazionali. Quindi non e’ imminente l’arrivo dei fondi europei tanto attesi ed utili. Pertanto, a maggior ragione, occorre che la legge italiana di bilancio per il 2021 sia anche orientata decisamente da subito al sostegno dello sviluppo. In tal senso e’ molto importante l’adozione di una nuova e rafforzata ACE per favorire il rafforzamento patrimoniale delle imprese.

E’indispensabile concentrare ora gran parte degli sforzi per la ripresa dello sviluppo e dell’occupazione produttiva: ciò sia per ragioni economiche e sociali, sia per far meglio fronte al debito pubblico italiano che non può crescere all’infinito e non può essere all’infinito assorbito dalla BCE e dalla Banca d’Italia”.