Un campo di mais (foto di repertorio shutterstock)

Salgono a 7,3 milioni le risorse del bando 2020 sulla misura 11 del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 a sostegno delle aziende bio

Una scelta alimentare del consumatore, ma anche una pratica agricola che difende il clima e tutela la biodiversità. È il biologico, un settore in continua crescita e che vede le impreseditrasformazione agroindustriale e commercializzazione di prodotti biologici emiliano-romagnole al primo posto in Italia.

Un orientamento al bio in continua espansione grazie alla predisposizione degli agricoltori, all’attenzione alla salute delle persone e agli investimenti pubblici orientati alla conversione produttiva e allo sviluppo del comparto.

Va proprio in questa direzione la modifica alla misura 11 del Programma di sviluppo rurale 2014-2020, approvata dalla Giunta regionale, che stanzia ulteriori 1,5 milioni di euro per finanziare tutte le domande presentate – e ammissibili – al bando aperto a inizio anno e rivolto operatori in agricoltura biologica, scorrendo così la graduatoria.

Le risorse complessive a favore del settore – rispetto alla dotazione iniziale di circa 5,8 milioni di euro annui – arrivano così a 7,3 milioni di euro. Si tratta di finanziamenti complessivi per 136,5 milioni che vanno a finanziare i sei anni di programmazione 2014-2020 destinati al biologico.

“In un momento storico di forti cambiamenti climatici applicare una pratica come il bio ha un valore profondo- spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Lo sviluppo e il sostegno delle aziende orientate al biologico sono una priorità, che trova terreno fertile nella forte propensione dei nostri agricoltori a rispondere alle misure previste, quasi il 30% delle risorse dell’intero programma, infatti, sono assegnate al settore. Una scelta chiara, che va verso una precisa direzione, la stessa che ci fa essere la prima regione per impiego di prodotti biologici nelle mense regionali, in particolare in quelle scolastiche”.

Oltre agli aiuti specifici per l’adesione all’agricoltura biologica lo stesso Psr supporta le aziende, in modo altrettanto importante, con altre misure destinate a formazione-informazione, consulenza, copertura costi di certificazione, promozione, investimenti aziendali e di filiera, insediamento di giovani agricoltori, indennità compensativa nelle aree svantaggiate e interventi di cooperazione per l’innovazione (GOI).

Agricoltura biologica in Emilia-Romagna

Sono oltre 6.400 le imprese biologiche di produzione e di trasformazione certificate da Piacenza a Rimini, di queste 5.150 sono imprese agricole e dall’inizio della programmazione Psr 2014-20 sono cresciute del 71%. La misura 11 del Psr va a impattare complessivamente su 148mila ettari di superficie agricola condotta con il metodo biologico, l’85% della SAU – superficie agricola utile – biologica in Emilia-Romagna che è di172mila ettari totali.Agricoltura. La Regione investe nel bio: altri 1,5 milioni di euro