Unigrà
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“Aumenti in busta già erogati ai dipendenti”

In relazione allo stato di agitazione proclamato dai sindacatiUnigrà intende chiarire la propria posizione. Da anni iscritta a Confindustria Emilia e ad altre associazioni verticali di categoria (Assitol e Unione Italiana Food), l’azienda applica da sempre il CCNL industria alimentare, scaduto il 31 dicembre 2019, la cui trattativa di rinnovo, come consuetudine, è stata affidata a Federalimentare per conto di tutte le 14 associazioni verticali di categoria dell’alimentare. 

In questo caso le associazioni datoriali hanno tenuto comportamenti tra loro molto diversi, al punto che 3 su 14 (Ancit, Unione Italiana Food, ex Aidepi, e Assobirra) hanno sottoscritto in autonomia un contratto che non si può, in tutta evidenza, ritenere “collettivo”, in quanto non condiviso da Confindustria, Federalimentare e dalla stragrande maggioranza delle altre associazioni.  

In questa situazione di incertezza, indipendente dalla sua volontà, Unigrà si è allineata alla posizione dell’associazione che più ne rappresenta la diversificata attività, ovvero Confindustria/Federalimentare. In sostanza, l’azienda ha ritenuto di mantenere un atteggiamento di apertura, evidenziando che un CCNL dovrebbe rappresentare quantomeno la maggioranza delle parti sociali coinvolte, ma auspicando la pronta ripresa della trattativa a livello nazionale

Allo stesso tempo Unigrà, nonostante non avesse obblighi in tal senso, ha comunque provveduto a erogare ai lavoratori (650 nella sola sede di Conselice) l’aumento retributivo previsto dal nuovo accordo e decorrente da dicembre 2019. La vicenda sopra descritta non ha quindi arrecato ai dipendenti alcun danno economico. Il prossimo aumento è previsto per settembre 2021, quando l’azienda auspica che i contrasti sul rinnovo del CCNL saranno stati definitivamente appianati.  

Va ricordato che Unigrà negli ultimi mesi, come del resto ha sempre fatto, ha dimostrato massima attenzione al benessere dei propri dipendenti. Nel periodo del lockdown, e anche successivamente, l’azienda ha infatti deciso di non attivare la cassa integrazione Covid, pur avendone i requisiti. Inoltre, ha riconosciuto un bonus salariale ai colleghi che hanno prestato attività nei mesi di marzo, aprile e maggio ben superiore a quello riconosciuto a livello nazionale, assicurando a tutto il personale una polizza sanitaria a copertura dei rischi legati al Covid-19. Nei giorni scorsi, infine, è stata inserita tra 300 aziende “Top Job- Best Employers 2021” aggiudicandosi il primo posto nella categoria Industria Alimentare con un punteggio di 100 punti che l’ha resa oggetto di benchmark nel settore. Un risultato emerso a seguito di una ricerca condotta dall’Istituto tedesco qualità e finanza, leader europeo dei test e sigilli di qualità, in media partnership con la Repubblica, dopo aver considerato una platea di oltre 2.000 aziende attraverso un monitoraggio del social listening – ovvero ascolto web che permette di raccogliere tutti i testi online che contengono almeno un riferimento sui datori di lavoro – nel periodo 2019-luglio 2020 quindi anche in tempi di Covid.