Confesercenti Ravenna (foto di repertorio)
Confesercenti Ravenna (foto di repertorio)

L’allarme lanciato dal direttore di Confesercenti provinciale di Ravenna e Cesena, Graziano Gozi

Interviene con un appello via social, pubblicato sulla pagina di Confesercenti Ravenna, il direttore di Confesercenti provinciale di Ravenna e Cesena, Graziano Gozi, che lancia l’allarme: “Se l’Italia perde le botteghe, noi perdiamo l’Italia per come la conosciamo”.

“Passeggiando nei giorni precedenti il Natale – scrive Gozi – saltavano agli occhi negozi, solitamente presi d’assalto per gli ultimi regali, molto più vuoti. Per contro, a dominare strade e marciapiedi erano i furgoni dei corrieri, trafelati nel distribuire a domicilio pacchi e pacchetti”. Non è la rappresentazione del Natale 2020, ma del 2019 e si tratta di stralci di un’intervento di Carlin Petrini, fondatore di Slow Food.

Con la tempesta Covid, che ha segnato l’anno che si è appena concluso e caratterizzerà anche il 2021, i segnali premonitori di Petrini conoscono un’accelerazione. Le strade dei centri sono sempre più segnate da vetrine sfitte e i piccoli borghi rischiano la desertificazione commerciale, senza più alcun presidio.

Per sollevare il settore non basta un’aspirina, servono iniezioni importanti. Ben vengano i bandi comunali o regionali per sostenere il commercio, ma in questa situazione rischiano di essere una goccia nel mare. Per invertire il declino servirebbe, per esempio, l’azzeramento dei tributi locali e il dimezzamento dell’Irpef. Il tema è economico, ma anche sociale e culturale. Come Associazioni dobbiamo garantire maggiore sostegno alle imprese e rappresentare con più forza le difficoltà del settore.

I cittadini-consumatori devono iniziare a riflettere sull’importanza della sopravvivenza di una rete commerciale, senza cedere alla facilità dell’acquisto con il ‘click’.

E la Politica deve pensare al futuro, senza limitarsi a cercare solo il consenso immediato. Pensare a quali città vogliamo nei prossimi decenni. Se la affrontiamo in questo modo, potremo provare a modificare quello che oggi sembra impossibile da frenare.

Come diceva Petrini, la modernità risiede nella capacità di usare la tecnologia per vivere meglio, non per abdicare al nostro essere cittadini e ridurci a consumatori senza volto né voce.

Se l’Italia perde le botteghe, noi perdiamo l’Italia per come la conosciamo”.