Mauro Mambelli

Secondo l’associazione dei commercianti occorre calcolare il danno sull’anno pandemico ed eliminare il tetto dei 5 milioni di euro

Con una lettera inviata a Massimo Garavaglia, Ministro del Turismo e a Giancarlo Giorgetti, Ministro dello Sviluppo Economico e per conoscenza a Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia-Romagna e a Michele De Pascale Sindaco del Comune di Ravenna e Presidente della Provincia, il Presidente Confcommercio provincia di Ravenna Mauro Mambelli ha chiesto un rapido e immeditato intervento a favore delle imprese.

“I ricavi di tantissime imprese hanno subito pesanti flessioni – scrive Mambelli -. Il fatturato degli alberghi e servizi ricettivi ha subito un crollo lo scorso anno del 54,9%. Lo rivela l’Istat. Ci si aspetta che il decreto ‘sostegni’ tenga conto di questa tragedia, che mette a rischio la sopravvivenza in provincia di Ravenna di oltre millecinquecento imprese; purtroppo non si trova conferma nelle bozze del decreto ‘sostegni’ che stanno circolando e che ci auguriamo vengano al più presto corrette.

Per realizzare l’intento perequativo che più volte era stato annunciato nei mesi scorsi, è necessario che il calcolo dei ristori venga effettuato considerando il danno subito nell’intero periodo pandemico (marzo 2020 – febbraio 2021).

Inoltre, è opportuno eliminare il tetto di 5 milioni di euro, che taglia fuori molte imprese del nostro territorio, in particolare quelle alberghiere di dimensioni medie e grandi, e che il limite di 150.000 euro (se non può essere superato) venga applicato per ogni singolo stabilimento o struttura ricettiva (e non per società).

Le casse degli alberghi sono vuote e le imprese al limite della sopravvivenza. Il lockdown totale per molti mesi dello scorso anno poi a Natale e Capodanno, nonché il perdurare del divieto di spostarsi da una regione all’altra, che minierà anche la Pasqua 2021, hanno moltiplicato gli effetti di una devastazione che non accenna ad arrestarsi.

Anche a gennaio si è registrato un bilancio disastroso, con un calo dell’83% delle presenze turistiche rispetto al 2020. Sul territorio ravennate, gran parte delle strutture ricettive è chiusa da marzo 2020 e il settore subirà una nuova penalizzazione se sarà confermato l’intento di prolungare il calendario scolastico sino a fine giugno.

Le nostre imprese hanno bisogno di essere aiutate e accompagnate sino alla fine del tunnel, che non appare vicina”.