(Shutterstock.com)
(Shutterstock.com)

La richiesta di un gruppo di operatori romagnoli

Nei giorni scorsi le parti sociali del settore edile, Associazioni imprenditoriali e Sindacati, hanno redatto un documento unitario con il quale avanzano proposte concrete per aprire un confronto con i Comuni della Provincia di Ravenna.

Nell’ambito del Protocollo d’Intesa per la qualità e trasparenza degli appalti pubblici siglato nel giugno 2020 presso la Prefettura di Ravenna, il documento punta, come riferito dalle stesse parti sociali: “a modificare i regolamenti dei bandi di gara, per definire regole utili all’economia locale, alla buona e veloce esecuzione dei lavori, alla regolarità, alla legalità ed al completo rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro per gli appalti di opere e lavori del settore edile nella fascia tra 150.000 € e 1.000.000 €”.

Ora, un gruppo di operatori della comunicazione romagnola, propone che l’idea venga estesa anche alle loro aree di business all’interno del territorio provinciale. Appalti pubblici ‘a km 0’, quindi, anche nel settore dell’editoria e della comunicazione.
Nel documento, tra le altre cose, si chiede di “adottare procedure aperte alle aziende che hanno manifestato interesse così da non escludere alcuna impresa, nemmeno le uscenti, senza pregiudicare la concorrenza […] e invece spostare il criterio di partecipazione su principi di buona esecuzione dei lavori ed economicità”.

Tra i principali obiettivi vi è quello di “valorizzare criteri che, in ottemperanza alle norme e alla eseguibilità del progetto di opera pubblica, permettano la partecipazione delle imprese piccole o medie”, adottando “un primo criterio di suddivisione con ripartizione percentuale territoriale tra coloro che hanno inviato manifestazione di interesse”.

“Questa idea – spiega questo gruppo di operatori della comunicazione – andrebbe applicata anche al nostro settore, in modo da sostenere e valorizzare le imprese locali”.