(foto di repertorio)

Una grande perdita per la città che si trova privata di importanti momenti di scambio, di amicizia e di aiuto. Momenti in cui fa da padrona una nuova “filosofia”, che unisce al risparmio la cultura del riutilizzo.

I contagi si abbassano e le saracinesche si alzano, stiamo andando verso la graduale riapertura di diverse attività.
Dal 12 aprile a Ravenna il mercato ha ricominciato a svolgersi regolarmente presentando tutte le diverse categorie merceologiche, questo weekend, sabato 17 e domenica 18 aprile, è tornato nel centro storico il Mercatino dell’antiquariato e dell’artigianato Città di Ravenna; ci si chiede però quando possano ricominciare i mercatini del riuso e del riciclo.
La mancata riapertura, per il momento, di tali attività, costituisce una perdita considerevole per la città che si trova privata di importanti momenti di scambio, di amicizia e di aiuto. Momenti in cui fa da padrona una nuova “filosofia”, che unisce al risparmio la cultura del riutilizzo.
Tutti noi ricordiamo i colorati istanti in cui si gira fra le bancarelle con la possibilità di ammirare e acquistare pezzi “vintage” dall’oggettistica all’abbigliamento, con la possibilità di fare anche grandi affari.
Un danno enorme che si riversa anche per le attività collocate nei dintorni delle aree in cui si svolgono questi mercatini in quanto viene a mancare il giro di persone che si “ristoravano” presso bar e ristoranti o che, continuando la passeggiata, ammiravano le vetrine della zona.
Troppi sorrisi vengono così tolti alla città, la ripartenza dei mercatini del riuso e del riciclo è un’urgenza per la città.