Mauro Mambelli, presidente Confcommercio provincia di Ravenna

Nella lettera, Mambelli (Confcommercio) chiede inoltre di spostare il coprifuoco almeno fino alle 24, oppure di eliminarlo completamente.

“Quasi tutta l’Italia è ormai in giallo, quasi perché per i bar non è così. Nonostante i dati siano incoraggianti, con un calo di tutti gli indicatori epidemiologici, rispetto alla classica ‘zona gialla’ quella cioè che abbiamo conosciuto da oltre un anno, non è ancora possibile consumare al banco dei bar”.

Inizia così la lettera del Presidente Confcommercio provincia di Ravenna Mauro Mambelli sollecitando nuovamente un rapido e immediato intervento a favore delle imprese, inviata questa mattina a Massimo Garavaglia, Ministro del Turismo e a Giancarlo Giorgetti, Ministro dello Sviluppo Economico e per conoscenza a Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia-Romagna e a Michele De Pascale Sindaco del Comune di Ravenna e Presidente della Provincia.

“Abbiamo più volte ribadito, rimarcato, sottolineato con forza che di fatto è stata introdotta una limitazione ulteriore che non esiste nel DPCM 2 marzo al quale l’ultimo decreto fa riferimento. Il divieto di consumazione al banco è privo di fondamento giuridico e sanitario perché bere un caffè al banco e mangiare un croissant è possibile e, con il giusto distanziamento interpersonale, è privo di rischi. 

E’ giunta l’ora di avere più coraggio e di ristabilire la possibilità di consumare al banco. 

Così come è giunto il momento di dare la possibilità ai ristoranti di servire al chiuso dei locali, di spostare il coprifuoco alle 24 almeno, oppure di eliminarlo completamente, soluzione più logica, di superare le misure restrittive per i Centri, Parchi e Gallerie Commerciali. Per questi ultimi, tali misure hanno comportato 140 giornate di chiusura e notevoli danni alle imprese del commercio, con perdite sul giro d’affari nell’ordine del -40% rispetto al 2019 e una conseguente diminuzione del fatturato annuo complessivo stimabile in 56 miliardi di euro.

Abbiamo apprezzato la ‘data certa’ che avevamo chiesto per poter ripartire e poter lavorare la sera, è stato un segnale importante certamente, ma occorre proseguire su questa strada per poter dare la possibilità a tutte le imprese di stare sul mercato dopo un anno estremamente difficile.

Troppe imprese restano tagliate fuori da questa ripartenza a causa della limitazione del servizio ai soli spazi esterni, subendo così una discriminazione. Per queste realtà, purtroppo, il lockdown non è finito il 26 aprile. È fondamentale avere al più presto una road map molto precisa che indichi come e quando le riaperture potranno coinvolgere, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, anche tutti quei locali che hanno a disposizione solo spazi interni.

Per questi motivi vi chiediamo più coraggio per consentire ad una parte importante della nostra economia di tornare a lavorare: per un imprenditore, infatti, è importante la dignità di poter lavorare, in sicurezza, per programmare un futuro diverso di solida ripartenza”.