In Emilia-Romagna 450 milioni di perdite in due anni. Nel Ravennate l’ultima ondata di gelo ha provocato danni ingenti ad albicocche, pesche, ma anche pere, kiwi e vigneti

“È necessario aumentare i fondi per le calamità dopo che l’andamento climatico anomalo di quest’anno ha praticamente dimezzato i raccolti con cali di produzione che nel Ravennate arrivano fino all’80% non solo per albicocche e pesche ma anche per le pere, percentuali che ovviamente prendono come riferimento un’annata normale”.

È quanto afferma Coldiretti Ravenna nell’apprezzare peraltro lo sforzo del Governo che ha introdotto molti degli interventi richiesti dalla principale Organizzazione agricola, in occasione dell’audizione del decreto Sostegni bis alla commissione Bilancio della Camera.

L’esonero dei contributi Inps per il settore vitivinicolo e l’agriturismo, comprese le aziende produttrici di vino e di birra, l’incremento delle percentuali di compensazione IVA per il settore zootecnico, il sostegno all’occupazione per il settore degli agriturismi e le risorse finanziarie destinate al settore dello zucchero sono interventi che la Coldiretti ha sostenuto ed ottenuto. Positive anche le modifiche introdotte per l’imprenditoria femminile, fortemente volute da Donne Impresa della Coldiretti.

“Ora – afferma Nicola Dalmonte, Presidente di Coldiretti Ravenna – nel passaggio parlamentare è importante che vengano adeguatamente integrati i 105 milioni di euro stanziati per il Fondo di solidarietà per compensare le imprese colpite dalle avversità atmosferiche, se consideriamo che in Emilia-Romagna negli ultimi due anni le perdite sono state superiori ai 450 milioni, buona parte peraltro concentrate purtroppo nelle province romagnole. Ma occorre anche proteggere gli imprenditori che rischiano di perdere lo status di imprenditore agricolo a causa della perdita di prodotto per le calamità naturali”.

Si auspica inoltre che il Parlamento rafforzi gli interventi in favore dei piccoli birrifici indipendenti innalzando a 50.000 ettolitri il limite cui riferire la riduzione dell’accisa dovuta sulla produzione di birra artigianale.