Gianfranco Santini, candidato sindaco per Potere al Popolo (foto di repertorio)

“Servono più controlli da parte dell’Osservatorio sulla legalità e sicurezza, in cui è presente anche il Comune”

Gianfranco Santini, candidato sindaco per Potere al Popolo, interviene commentando i dati Inps, usciti in questi giorni, sul lavoro stagionale. A maggio di quest’anno, in Italia, sono stati attivati 142.272 rapporti di lavoro stagionali, mai così tanti da otto anni. Questo, spiega Santini, smentisce “gli allarmi sugli stagionali. Se andiamo a confrontare il dato ne avevamo 78mila dello stesso mese del 2017 e 90.500 del 2018”.

Il candidato di PaP ricorda l’allarme lanciato dagli operatori: “Alcune attività non apriranno perché non si trovano più camerieri. Non si trova personale stagionale: è uno dei risultati paradossali dell’introduzione del reddito di cittadinanza. Stanno sul divano, invece di cercare lavoro”.

“A certi politici – prosegue la nota si Santini – poi non sembrava vero poter dare ragione agli imprenditori e schierarsi con loro e allo stesso tempo trovare il consenso per cancellare il reddito di cittadinanza e tutti i sussidi possibili. Su tutti il centrodestra compatto (Lega in gran spolvero) e con punte assurde da parte di Renzi (‘..Voglio mandare a casa il reddito di cittadinanza perché voglio riaffermare l’idea che la gente deve soffrire…’). Ma del resto su questo, non avevamo dubbi hanno tutti la stessa ideologia liberista per cui i sussidi e l’aiuto agli strati della popolazione che è in difficoltà non sono contemplati. Solo le aziende devono essere sovvenzionate e avere tasse portate al minimo indispensabile, salvo poi in alcuni casi vederle sparire delocalizzando appena presi aiuti dallo Stato (per i lavoratori coinvolti basta inviare un Whatsapp o una email per licenziarli).

Ma torniamo sul lavoro stagionale legato al turismo che nelle nostre zone è ovviamente una parte importante dell’occupazione. Bene ora che  la stagione è stata salvata e la vetrina della riviera ha scintillato ancora, qualcuno si è mai chiesto, ma come sono questi contratti?”

La risposta la fornisce lo stesso candidato di Potere al Popolo:

“Quando non si lavora in nero con paghe ridicole, in molti casi le ore in regola sono rigorosamente a part time (in pochi casi quelle piene previste dalla contrattazione del settore). La realtà è fatta di lavoro 7 giorni su 7 (senza giorno di riposo), inizio del lavoro alle 7.30 e fine a sera (‘quando si chiude’ in maniera indefinita), meglio non ammalarsi, e stipendio in genere di 800€ in contratto e il resto fuori busta per i più fortunati . 

Il tutto non in discussione o trattabile, ‘se ti va è così, altrimenti aria…’.

Da una parte perciò l’illegalità fiscale e su questo ricordiamo a tutti la vicenda della società ravennate Mib Service nata nel 2010 con il dichiarato scopo di affiancare gli imprenditori del settore turismo, ristorazione e discoteche fornendo loro consulenze mirate ma in realtà trasformandosi, secondo gli inquirenti, in una sorta di cartiera evoluta attraverso un elaborato metodo di riassunzione dei dipendenti con fatture relative a operazioni ritenute inesistenti per evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto.

Dall’altra il solito rito dello sfruttamento selvaggio dei lavoratori con una logica da ‘padroni del secolo scorso’ o da ‘neo schiavisti’ dei tempi moderni che si vuole fare passare per normalità .

Il famoso Osservatorio sulla legalità e sicurezza in cui è presente anche il Comune dovrebbe agire anche su questo, avviando più controlli e sanzioni esemplari. Ma del resto anche su questo tema , come denunciamo ogni qual volta parliamo di lavoro,  è il solito ‘vedremo, analizzeremo i dati, faremo un protocollo…’

Ci chiediamo ogni volta, ma a cosa serve, se non a dare la famosa foglia di fico dietro alla quale nascondersi.

Per noi, ciò non è accettabile e contro questo ci battiamo e ci batteremo sempre. Noi al contrario del centrosinistra e del centrodestra non abbiamo il problema di dirlo e denunciare la situazione.

Non corriamo dietro in maniera spasmodica al voto di questa categoria economica con silenzi e omissioni eloquenti, noi siamo dalla parte dei lavoratori sfruttati”.