Vigneto (foto di repertorio)

L’applicazione della resa massima a 30 tonnellate/ha slitta, facendola restare a 50 tonnellate/ha

Nicola Bertinelli, presidente di “Coldiretti Emilia-Romagna”, in merito alla decisione di posticipare l’entrata in vigore delle modifiche alla legge 238/2016 (meglio nota come “Testo unico del vino”), si è così espresso: “Accogliamo con favore la decisione dello slittamento dell’applicazione della resa massima alla campagna successiva a quella del 2021. Questo, – ha proseguito Bertinelli – come auspicato da ‘Coldiretti Emilia-Romagna’, per avere congrue tempistiche al fine di collaborare con la Regione alla stesura di deroghe che tutelino i produttori della Regione Emilia Romagna e dell’intero settore vitivinicolo”.

Posponendo i cambiamenti al documento, si è posticipata anche l’introduzione “a decorrere dal 1° gennaio 2021 o, se successiva, dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 10-bis, la resa massima di uva a ettaro delle unità vitate iscritte nello schedario viticolo diverse da quelle rivendicate per produrre vini a ‘dop’ e a ‘igp’ è pari o inferiore a 30 tonnellate”, recita una nota dell’associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura.

“Poiché a oggi non è stato ancora approvato il DM che stabilisce eventuali deroghe alla resa di 30 tonnellate/ha, – ha aggiunto il presidente di “Coldiretti Emilia-Romagna” – il vincolo imposto per la resa massima sarà applicato solo dalla vendemmia successiva alla sua approvazione. Per la vendemmia 2021 è confermato il limite di 50 tonnellate/ha”, ha concluso Bertinelli.