(Shutterstock.com)

L’analisi dei dati della Camera di Commercio

L’analisi dei dati pubblicati periodicamente da Camera di Commercio sulla nati-mortalità delle imprese in Provincia di Ravenna offre una chiave di lettura interessante del periodo pandemico e dei suoi effetti sulla vitalità del tessuto economico nei settori del commercio e del turismo.

Confesercenti Faenza fa una riflessione rispetto a questi dati alla luce di un evidente periodo di stallo nelle decisioni imprenditoriali che prosegue anche nell’anno corrente.

Nel 2020, nel territorio dell’Unione della Romagna Faentina, i saldi fra imprese iscritte e cessate in Camera di Commercio sono stati sensibilmente inferiori rispetto a quelli degli anni precedenti. Nel 2019 ad esempio il comparto del commercio ha perso 75 imprese, mentre il settore dell’alloggio e della ristorazione ne ha perse 31.

Nel corso del 2020 il primo dato si è fermato a -39 (commercio) e il secondo a -19 (turismo) e questa tendenza si sta protraendo anche nel 2021: nei primi 3 trimestri dell’anno si assiste a una perdita di 22 imprese nel commercio e di 13 nel turismo.

L’Associazione di Via Bettisi, per voce del Direttore Chiara Venturi esprime questa riflessione: “L’incertezza riguardo alla situazione sanitaria ha fatto muovere pochi passi agli imprenditori dei settori da noi rappresentati, sia in un senso che nell’altro. Non hanno avviato imprese (o lo hanno fatto con numeri ben inferiori agli anni presedenti) e nemmeno le hanno cessate, con tutta probabilità hanno rimandato scelte in attesa di capire l’evoluzione della pandemia e gli effetti sul tessuto economico. Insomma abbiano notato un forte immobilismo che riteniamo possa essere attribuibile alla fase di attesa verso una qualsiasi evoluzione”.

Ora a preoccupare l’Associazione sono certamente l’aumento dei costi delle materie prime e dei rifornimenti energetici. L’inflazione può infatti pesantemente frenare sia la propensione di acquisto delle persone, soprattutto in vista del Natale, sia i segnali di ripresa visti finora dall’inizio dell’estate, quando sono cadute la maggior parte delle restrizioni alle attività economiche. Occorre che, a partire dalle riforme, i cittadini e le imprese ritrovino fiducia e Confesercenti è pronta a lavorare anche ai livelli comunali per continuare a tutelare le imprese associate. Le occupazioni di suolo pubblico e le imposte locali, a partire dalla Tari, saranno certamente fra i temi oggetto di confronto con le Amministrazioni pubbliche perchè la ripartenza degli investimenti passa anche dal territorio e non solo dai livelli nazionali.

Bene gli sforzi fatti in tema di ristori dai Comuni di Faenza, Brisighella e in ultimo, di questi giorni, da Castel Bolognese, che ha messo in campo risorse certamente di sostegno alle imprese più colpite dall’emergenza sanitaria.

Il Presidente Valter Dal Borgo, in questo contesto, invita l’utenza a privilegiare per i propri acquisti e i propri regali i negozi di prossimità, che rappresentano un presidio fondamentale per i centri storici, i paesi e le frazioni e che garantiscono, come hanno garantito nel periodo più buio dell’emergenza, la tenuta del tessuto sociale e la sicurezza del territorio.