Da sinistra, il presidente di "Coldiretti", Ettore Prandini e il ministro delle politiche agricole, Stefano Patuanelli

Da sabato 1 gennaio, infatti, in etichettatura sarà obbligatorio indicare la provenienza dell’ingrediente principale

La “Coldiretti”, dopo l’annuncio di Stefano Patuanelli, ministro delle politiche agricole durante l’incontro col presidente Ettore Prandini e i dirigenti dell’organizzazione, annuncia che sono stati firmati i decreti che salvano la spesa “Made in Italy”. Da sabato 1 gennaio, infatti, vigerà l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza dell’ingrediente principale, dal latte ai derivati del pomo​doro, dai formaggi ai salumi fino a riso e pasta.

Inoltre, il Ministro delle Politiche Agricole, riferisce la “Coldiretti”, ha firmato i provvedimenti fortemente sostenuti dalla stessa associazione, insieme ai colleghi Giancarlo Giorgetti, per lo sviluppo economico, e Roberto Speranza, per la salute.

Il presidente, Ettore Prandini, in merito a queste decisioni, si è così espresso: “Questi provvedimenti rappresentano un passo determinante per impedire che vengano spacciati come ‘Made in Italy’ prodotti di bassa qualità provenienti dall’estero che non rispettano i rigidi paramenti di qualità di quelli nazionali. La firma dei decreti”, prosegue il numero uno di “Coldiretti”, “garantisce trasparenza sulla reale origine su prodotti base della dieta degli italiani che rappresentano circa tre quarti della spesa ma resta ancora anonima l’origine dei legumi in scatola, della frutta nella marmellata o nei succhi, del grano impiegato nel pane, biscotti o grissini senza dimenticare la carne o il pesce venduti nei ristoranti”, ha proseguito Prandini.

Il presidente, inoltre, ha aggiunto: “L’Italia, che è leader europeo nella qualità, ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari dell’Ue, poiché in un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della tracciabilità con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti, venendo incontro alle richieste dei consumatori italiani ed europei”, ha concluso Prandini.

Il provvedimento, specifica una nota, risponde anche alle richieste di quell’80% di italiani che, secondo il rapporto di “Coldiretti/Censis”, verifica gli ingredienti di cui si compongono gli alimenti da acquistare, scorrendone quella sorta di carta d’identità istantanea che è l’etichetta, continua la nota.

L’etichettatura di origine obbligatoria dei cibi, aggiunge la nota, è una battaglia storica della “Coldiretti” ed è stata introdotta per la prima volta in tutti i Paesi dell’Unione Europea nel 2002, dopo l’emergenza mucca pazza nella carne bovina, per garantire la trasparenza con la rintracciabilità e ripristinare un clima di fiducia, conclude la nota.