Campo agricolo con un lavoratore (Foto Shutterstock.com)

Dalmonte: “Le nostre aziende già pronte ad assumere in vista delle prime indispensabili operazioni in campo”

L’arrivo del decreto flussi 2021 è importante per l’intera frutticoltura ravennate.

“Così il presidente di Coldiretti Ravenna, Nicola Dalmonte, commenta l’annuncio da parte del Premier Mario Draghi della firma del provvedimento da parte del Governo, ora al vaglio del Consiglio dei Ministri, “un decreto – afferma Dalmonte – molto atteso dalle nostre aziende che già si stanno preparando alle assunzioni in vista delle operazioni di diradamento e potatura in campo, indispensabili per preparare al meglio la stagione ortofrutticola”.

Ma anche un provvedimento fondamentale per cogliere nel settore agroalimentare, uscito dalla pandemia più forte di prima con il record di fatturato e quello delle esportazioni che raggiungeranno i 52 miliardi a fine anno, tutte le opportunità che vengono dalla ripresa economica in un settore che resta comunque ancora fortemente dipendente dal contributo dei lavoratori stranieri nonostante la crescita di interesse tra gli italiani. Il Decreto punta a garantire, infatti, una programmazione ragionata di fronte alle crescenti di difficoltà di spostamento tra le frontiere a seguito della pandemia.

Per sostenere la crescita è necessario infatti assicurare la presenza di lavoratori in un settore come quello agricolo dove un prodotto su quattro viene raccolto da mani straniere con 368mila lavoratori provenienti da ben 155 Paesi diversi che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura, fornendo il 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, secondo il Dossier di Idos al quale ha collaborato Coldiretti.

Si tratta soprattutto di lavoratori dipendenti a tempo determinato che arrivano dall’estero e che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese, spesso stabilendo delle durature relazioni professionali oltre che di amicizia con gli imprenditori agricoli.

Ma per salvare le produzioni Made in Italy occorre anche – aggiunge Coldiretti – dare la possibilità a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter essere impiegati nei campi attraverso una radicale semplificazione del lavoro agricolo. Un provvedimento che interesserebbe almeno 25mila italiani in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà.