(Foto Shutterstock.com)

In segno di lutto per il decesso di un altro lavoratore durante la movimentazione di pale eoliche

“Al porto di Taranto è morto un altro lavoratore. Secondo le prime ricostruzioni, Massimo De Vita ha perso la vita mentre era impegnato in operazioni di movimentazione di pale eoliche. A distanza di poco meno di un anno, è la seconda persona che perde la vita durante le operazioni di carico/scarico di pale eoliche. L’incidente di ieri mattina riaccende tristemente i riflettori sugli elevati rischi del lavoro portuale” esordiscono in una nota Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti i quali si “stringono nel dolore alla famiglia di Massimo De Vita”.

Mercoledì 23 marzo, in segno di lutto, è indetto uno sciopero nazionale di un’ora ad ogni fine turno o prestazione di lavoro di tutti i lavoratori dei porti italiani. Le sirene delle navi ormeggiate al porto di Ravenna suoneranno alle 12 per risvegliare le coscienze di ognuno.

“Lo scorso 17 luglio – si legge nella nota di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti – Hysa Bujar, in Macegaglia, e il direttore di macchina egiziano imbarcato sulla nave ARGO I, il 19 agosto del 2020 Franco Pirazzoli, in IFA, persero la propria vita in infortuni, nel porto di Ravenna, che si sarebbero potuti facilmente evitare. Ogni porto piange le proprie morti e le morti degli altri. Ogni lavoratore, portuale e non, esce di casa per lavorare e non è sicuro di rientrare a casa vivo. Al di là della retorica e del cordoglio che si ripete a ogni morte, sono ormai noti i provvedimenti da adottare per diminuire il rischio che, anche domani, ci si debba dolere per l’ennesimo morto. Per il lavoro portuale occorre rimettere al centro la parola ‘sicurezza’ nell’agenda delle istituzioni ministeriali e del Governo, a partire dalla emanazione dei necessari provvedimenti di aggiornamento del decreto legislativo 272/99, che attendono da almeno un decennio la propria emanazione, ripetutamente sollecitati dalle organizzazioni sindacali. Servono in particolare i regolamenti attuativi sulla ‘Sicurezza nei luoghi di lavoro settore trasporti e microimprese'” concludono Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti.