Conti in ordine per Previdenza cooperativa, il fondo pensione complementare del mondo cooperativo

Fondamentale la pensione integrativa per i lavoratori più giovani – In Emilia-Romagna quasi il 29% degli aderenti

Oltre 109 mila aderenti tra lavoratori, soci e dipendenti delle cooperative italiane, per il 53% donne, un patrimonio di circa 2,3 miliardi e una gestione sana e fruttuosa, quasi il 29% degli aderenti in Emilia-Romagna. Sono i risultati chiave del 2021 di Previdenza Cooperativa, uno dei fondi pensione negoziali più grandi e patrimonializzati del Paese – il settimo per iscritti e il nono per patrimonio, a cui contribuiscono oltre 4.200 coop – costituito da Agci, Confcooperative, Legacoop e Cgil, Cisl, Uil. Il bilancio del fondo è stato illustrato nel pomeriggio di ieri a Bologna all’assemblea generale a cui ha fatto seguito un dibattito sul tema “Il futuro che meriti a cui ha partecipato l’economista Romano Prodi e Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte SIM Spa. Previdenza Cooperativa è nata nel 2018 dalla fusione tra i tre fondi preesistenti del sistema cooperativo: Cooperlavoro, Previcooper e Filcoop. In questi tre anni ha raggiunto un assetto più solido e consistente, una sostanziale stabilità degli associati, un incremento del patrimonio e dati positivi di andamento nei diversi comparti, a beneficio del futuro pensionistico dei lavoratori di uno dei settori più importanti dell’economia italiana. Solo in Emilia-Romagna, la regione dove il movimento cooperativo è più ampio e radicato, il fondo conta il 28,7% degli aderenti. La gestione del fondo si è confermata sana e prudente, e ha generato rendimenti coerenti con un investimento previdenziale e non speculativo e il suo orizzonte temporale: in particolare nel periodo 2012-2021, tutti i rendimenti netti medi annui composti dei tre comparti sono positivi e superiori alla rivalutazione del Tfr. L’anno scorso, il Comparto Sicuro, assistito dalla garanzia di restituzione del capitale, ha ottenuto un rendimento netto del -0,53%, il Comparto Bilanciato un rendimento netto del +6,11% e il Comparto Dinamico un rendimento netto del +10%. In questi anni, inoltre, le economie di scala legate alla fusione hanno generato una diminuzione del 10% dei costi di gestione del fondo chiuso, e consentito di assorbire integralmente sia gli investimenti per la digitalizzazione dei processi, sia gli oneri per adeguarsi a requisiti regolamentari crescenti.  “Completata la fase esecutiva della fusione e l’articolato adeguamento alla normativa comunitaria IORP II – sottolineano il Presidente Stefano Dall’Ara e il Vicepresidente Fausto Moreno – Previdenza Cooperativa è pronta per rispondere all’ampia domanda potenziale di previdenza integrativa ancora non soddisfatta nel mondo cooperativo e incrementare l’inclusione previdenziale”. Per questo, nel corso del 2021 il fondo ha avviato una campagna informativa e di educazione, per sensibilizzare i lavoratori delle imprese cooperative sull’importanza e i vantaggi del secondo pilastro pensionistico, una opportunità di risparmio essenziale anche per affrontare meglio eventuali difficoltà personali e lavorative.