Daniele Longanesi ed il vino selezionato nella guida

Sei acini e menzione di eccellenza per il vino prodotto da Daniele Longanesi a Boncellino. E sei acini anche per il bianco “Rambela”.

Dopo la vittoria nella competizione “A che punto siamo” organizzata a fine maggio dal Consorzio di valorizzazione “Il Bagnacavallo”, Daniele Longanesi, con il suo Burson, conquista i sommelier dell’Ais.

Il riconoscimento dell’Ais

La guida Romagna “Emilia Romagna da bere e da mangiare. Vini, cantine, prodotti e cucine del territorio” pubblicata dall’Associazione Italiana Sommelier di Emilia e Romagna “ ha infatti assegnato il punteggio di sei acini e la menzione di eccellenza al Burson di Burson 2016 prodotto da Longanesi , inserendolo quindi di diritto fra i migliori vini della Regione, e sempre sei acini al suo Rambela, bianco prodotto da uve Famoso. Importante la descrizione  del vino raccontata dai sommelier: “bel rosso rubino vivo, pulizia e dettagli aromatici espressi con note di after eight, un tocco di rabarbaro e china. Vino di struttura robusta con altrettanta morbidezza, tannini ben integrati e reparto fruttato in bella mostra. Fresco e speziato nel lungo finale” da degustare in particolare – consigliano i sommelier – con i tordi in umido.

Longanesi, presidente anche del Consorzio “Il Bagnacavallo”

La soddisfazione, per Daniele Longanesi, erede di quel Longanesi Antonio che  nel 1913 acquistò per primo il terreno e scoprì in un roccolo, abbarbicata ad una quercia, quella vite che sarebbe divenuta poi  la “loro” uva, è decisamente alta. Daniele Longanesi è anche da anni Presidente del Consorzio di valorizzazione “Il Bagnacavallo”, nato nel 1998,  che riunisce attualmente 14 produttori sparsi sul territorio.

Il futuro del Burson…e del Rambela

“Nell’arco di questi anni – spiega Sergio Ragazzini, enologo del Consorzio –  la produzione si è ampliata passando dalle 780 bottiglie del primo anno alle 70.000 attuali per lo più destinate al mercato estero”. Il Burson è un vino particolare, che per essere apprezzato necessita di palati abituati a sapori intensi e importanti. “Oltre la metà della produzione viene esportata in Germania, Singapore e Cina – continua . “In quei mercati il Burson riscuote molto successo al punto da essere stato eletto anni fa, nel corso di una importante mostra enologica cinese, come il migliore vino rosso presente”. Accanto al Burson sempre più importante sta divenendo la produzione del “Rambèla”, un bianco prodotto nelle versioni ferma e frizzante, che deriva dal vitigno Famoso. “In questi ultimi dieci anni, da quando è iniziata la sua riscoperta – sottolinea  Ragazzini – i produttori sono diventati sei e le bottiglie da zero sono passate a 100.000 di cui il 60% prodotto nella versione spumantizzata”. Anche in questo caso, come per il Burson, si tratta di un vitigno antico, travolto negli anni da un oblio che solo l’interessamento di alcuni appassionati delle produzioni autoctone ha saputo cancellare.