I big del vino in provincia di Ravenna

Il Gruppo Caviro ha realizzato un fatturato di 390 milioni – Terre Cevico ha superato i 164 milioni

Provincia di Ravenna ai vertici della produzione cooperativa di vino. Il Corriere Economia ha pubblicato l’ultima edizione della storica analisi sul vino italiano con un’analisi che si basa sui bilanci 2021 delle più grandi e importanti realtà del vino in Italia: sono state analizzate 115 aziende con un fatturato superiore ai 10 milioni di euro, di cui 73 private e 42 cooperative che in totale hanno prodotto un fatturato di 8 miliardi di euro, con una produzione complessiva di oltre 2,3 miliardi di bottiglie. Le aziende, cantine e cooperative protagoniste dell’analisi hanno dato lavoro a 13.651 dipendenti: numeri che testimoniano ulteriormente la forza di una delle eccellenze del made in Italy che nello scorso anno ha fatto registrare una crescita di fatturato del 15% in Italia e del 20,8% sul fronte dell’export. Tra le maggiori cantine in Italia, ben 24 superano i 100 milioni di euro nel 2021 e due sono di area ravennate: Caviro e Cevico, rispettivamente seconda e sesta coop di produzione in Italia.

Risultati in crescita per il Gruppo Caviro (sede a Faenza)  che il 20 dicembre scorso ha approvato il bilancio d’esercizio chiuso al 31 agosto 2021 con un fatturato consolidato di 390 milioni di euro, in aumento dell’8% rispetto al 2020, con un complessivo di 583 persone mediamente impiegate, (+15 unità). La crescita del Gruppo è stata sostenuta da ottimi risultati dell’export (+17%), di cui vino +6% e B2B +75% e, in particolare, dalle performance straordinarie della società Caviro Extra. La composizione dei ricavi nel fiscal 1° settembre 2020-31 agosto 2021 del Gruppo è così suddivisa: vino 65%, mosti, alcol e acido tartarico 20%, energia e ambiente 15%. L’utile di esercizio al 31 agosto 2021 è di 8,7 milioni di euro, mentre gli investimenti realizzati dal Gruppo hanno raggiunto quota 22 milioni di euro.  Nel 2020/21 l’azienda ha investito circa 22 milioni di euro in impianti e tecnologie rivolti a migliorare le performance ambientali, una direzione, quella della sostenibilità, che il Gruppo porta avanti da anni e che caratterizzerà anche la gestione 2022. Nel corso della vendemmia 2020 i conferimenti ordinari dei soci sono stati liquidati ad un valore mediamente superiore del 7% rispetto ai prezzi di mercato. «In un anno in cui i consumi di vino in Grande distribuzione hanno avuto una flessione, abbiamo registrato un deciso aumento sul fatturato trainato principalmente dalle esportazioni. Questo – commenta il Presidente di Caviro Carlo Dalmonte – è di particolare soddisfazione perché, come è noto, lo sviluppo del vino italiano dovrà guardare con sempre maggiore attenzione ai mercati esteri. In generale il Gruppo ha dimostrato flessibilità in un anno caratterizzato da frenate e ripartenze improvvise. Un legame sempre più stretto con la filiera, i risultati dei tanti investimenti per la sostenibilità e una struttura coesa hanno dato concretezza e valore economico alla gestione rendendo Caviro un ‘gigante agile’».

Da parte sua la lughese Terre Cevico – 5000 famiglie di viticoltori, che coltivano 7000 ettari di vigneto con 20 cantine – mostra nell’esercizio 2020-2021 un fatturato aggregato in crescita del 3,2% sull’esercizio precedente, a 164,3 milioni di euro; un valore dell’export pari a 52 milioni, per un’incidenza del 38% sui ricavi; un patrimonio netto di 73,9 milioni di euro, a +2,6%. Sono questi i resultati dell’esercizio 2021-21 di Terre Cevico in cui Cevico ha presentato  la nuova partnership con Orion Wines  – azienda trentina con proprietà anche in Puglia e con cui Cevico collabora da oltre 10 anni per produzioni orientate al biologico, alla viticoltura sostenibile e per la commercializzazione nel mondo – ma anche l’acquisizione di un’ulteriore quota delle Cantine Montresor in Valpolicella, ora sotto il controllo di Terre Cevico per il 75%.

Tornando al bilancio, il plusvalore riconosciuto ai soci per l’esercizio 2020/21 ammonta a 6,4 milioni di euro (+12,9%), il numero aggregato dei dipendenti del gruppo sale a 332 (+3,91%) come anche quello ore di formazione, pari a 2.912 (+22,66). Nel segmento del vino bio, quello firmato Terre Cevico ha raggiunto 38 Paesi del mondo per un fatturato a +37%. La linea ‘b.IO’, distribuita in Italia in Gdo, prosegue il trend positivo di vendita e segna +7,75% nell’esercizio, come pure la nuova linea senza solfiti aggiunti. Gli investimenti netti dell’esercizio chiuso al 31 luglio 2021 ammontano a 2,56 milioni.

“Terre Cevico, come tante altre imprese della filiera agroalimentare, non si è mai fermato in questi 19 mesi di pandemia”, ha sottolineato il presidente Marco Nannetti in sede di presentazione di bilancio. “Abbiamo attraversato mille difficoltà e ci siamo reinventati un modello organizzativo che ha permesso ai nostri soci di non perdere mai il contatto con i mercati nazionali ed internazionali”.