Durante la presentazione, oltre ai vertici del gruppo, sono intervenuti anche il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, e Giovanni Fruci, in rappresentanza della società di revisione “Deloitte”

Il Gruppo SAPIR ha pubblicato il Bilancio di sostenibilità 2021. In occasione della presentazione del documento, i vertici di SAPIR (Presidente Sabadini, Amministratore Delegato Pepoli, Dirigenti Rambelli, Serrau, Sivori) hanno evidenziato come, a tre anni dall’adozione di questo strumento di rendicontazione, si registri un valore aggiunto sul piano interno. Infatti, l’elaborazione del documento ha favorito il crescente coinvolgimento dei dipendenti e la possibilità, grazie al coinvolgimento alla vita aziendale, di pervenire a processi decisionali più partecipativi che sono stimolo e propulsore all’innovazione ed al miglioramento. Tutti elementi di un circolo virtuoso che concorrono a migliorare il posto in cui si vive e si lavora.

Il bilancio di sostenibilità, evidenzia Sapir in una nota, è, altresì, uno degli strumenti utili per monitorare, sul medio periodo, i risultati raggiunti nella ricerca di un’eccellenza etica ripetibile nel tempo e sostenibile sul versante economico, da un punto di vista umano, della coerenza con la vision e con la mission aziendale, nonché sotto il profilo ambientale.

Partendo dall’aspetto economico, va sottolineato come, rispetto al valore generato nel 2021, ossia circa 64.000.000€, la massima parte, pari all’81%, è stata distribuita agli stakeholder, anzitutto per la remunerazione dei fornitori, con 35.000.000€, e del personale, con 11.000.000€. Nella scelta dei fornitori, il gruppo privilegia la comunità in cui opera. Il 70% degli acquisti, infatti, proviene da fornitori della provincia di Ravenna, e un ulteriore 17% proviene, invece, dal resto della regione.

Centrale il capitolo risorse umane, perché si ritiene che le persone siano il fattore che, più di ogni altro, genera valore. Si promuove, dunque, la partecipazione dei lavoratori alle strategie e agli obiettivi aziendali, e ciò genera spirito di appartenenza. Per inciso, in tre anni, il numero di dipendenti è aumentato, anche in conseguenza di una scelta di internazionalizzazione dei servizi, da 180 a 196, questi ultimi tutti con contratto a tempo indeterminato, aggiunge la nota.

Il coinvolgimento dei lavoratori si esprime appieno nella collaborazione alle politiche di sicurezza. Se ne ricerca, infatti, la partecipazione alla redazione delle procedure di lavoro e li si responsabilizza con lo strumento della segnalazione, intesa come strumento di miglioramento e di collaborazione attiva. Ogni lavoratore è così invitato sia a partecipare alla segnalazione di situazioni rilevanti in materia di sicurezza, sia a collaborare nella definizione delle misure da intraprendere. In un triennio, le segnalazioni sono triplicate, e questo va considerato un ottimo indice della sensibilizzazione raggiunta, continua la nota.

Con la stessa finalità di ridurre al minimo il rischio infortuni, si è potenziata la formazione specifica sulla sicurezza, incrementata del 40% in tre anni. I risultati di tale impegno sono percepibili, dato che, sempre su base triennale, i dipendenti del gruppo hanno subito un numero contenuto di infortuni, complessivamente nove, per lo più dovuti a inciampi, e nessuno dei quali grave. Un autorevole riconoscimento dei risultati conseguiti grazie all’adozione sia di un sistema di gestione integrato per la qualità e per la sicurezza che di un modello organizzativo ai sensi del decreto legislativo 231/01, è stato il rating legalità a tre stelle, ovvero il più altro previsto dal regolamento, attribuito dall’autorità garante della sicurezza e del mercato, prosegue la nota.

Il coinvolgimento delle risorse umane non si limita al settore sicurezza. È una strategia globale che vuole generare qualità e competitività attraverso le idee, l’esperienza e l’alta formazione, fino a definire un sistema di valutazione della performance da cui dipendono percorsi di crescita e misure di incentivazione, aggiunge la nota.

Nel capitolo dedicato all’ambiente, si dà conto dell’articolato sistema di gestione delle merci adottato, in quanto, ogni tipologia di merce, propone problematiche specifiche, e il terminal Sapir le tratta tutte, dagli inerti ai fertilizzanti, dai liquidi ai ferrosi. Tra gli interventi recenti si segnala la separazione delle reti di scarico idrico, che consiste sia nella separazione delle acque bianche e nere, che nel sistema di recupero dell’argilla dalle acque bianche. Tutto ciò porterà a diminuire sensibilmente le acque indirizzate al depuratore cittadino. Il piano di investimenti prosegue, poi, con la realizzazione di un quarto impianto fotovoltaico (già oggi, Sapir produce coi propri impianti il 50% dell’energia che consuma) e col riammodernamento dei serbatoi che ne prevede la coibentazione. Questo eviterà, così, inutili dispersioni di calore, riducendo il fabbisogno di gas metano per il loro riscaldamento, continua la nota.

La presentazione si è conclusa con uno sguardo alle prospettive del piano di urbanizzazione che, a regime, metterà in produzione circa 90 ettari di aree di proprietà di Sapir. Grazie ad esse, la società sta ampliando le proprie aree operative, migliorando il servizio ai clienti, ed è in grado di prevedere, in termini concreti, la realizzazione di un nuovo terminal container. Allo stesso tempo, avere recuperato terreni precedentemente inutilizzati è un servizio reso allo sviluppo della portualità e dell’intera economia ravennate. Sono stati avviati, e in qualche caso già concretizzati, rapporti con primari imprenditori interessati ad investire a Ravenna. Anche sotto questo aspetto, dunque, viene in gioco l’impatto sulla comunità, che sarà valutabile solo nell’arco di qualche anno ma che, pur con tutta la possibile prudenza, significherà più lavoro, più produzione, e più benessere, prosegue la nota.

Alla presentazione del bilancio di sostenibilità del 2021 di Sapir, inoltre, sono intervenuti il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, Giovanni Fruci, in rappresentanza della società di revisione “Deloitte”, che ha svolto il “limited assurance engagement” del documento; e Alberto Bernabini, ceo di “Agnes” che, in piena sintonia col tema dell’evento, ha illustrato le prospettive del progetto che potrà ridurre sensibilmente l’impatto ambientale della produzione di energia, conclude una nota diffusa dal Gruppo Sapir stesso.

Il bilancio di sostenibilità 2021 è, infine, consultabile sul sito web grupposapir.it.