Il Governo studia come intervenire sulle tasse non pagate

Il governo studia come intervenire sul fisco – E in Italia finisce sempre che non pagare le tasse, per chi può, conviene

Cartelle esattoriali cancellate o ridotte, ma non solo. Nella “pace fiscale” che il governo Meloni si prepara a varare spunta sia un colpo di spugna sulle tasse dovute ma non ancora versate sia una rateizzazione dei pagamenti fiscali per chi ha presentato regolarmente la dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate e poi non è riuscito a saldare il conto. Poi il governo pensa anche a cancellare le pendenze giudiziarie di chi decide di pagare dopo aver evaso naturalmente fermando anche i processi in corso a patto che si paghi il dovuto, senza sanzioni e interessi. Per le cartelle invece le ipotesi in campo sono le seguenti: cancellazione fino a mille euro, imposta dimezzata per quelle fino a 3 mila, rateizzazione per gli omessi pagamenti. Il tutto dovrebbe finire in un decreto che accompagnerà la Legge di Bilancio. Naturalmente, il condizionale è d’obbligo per provvedimenti che sono ancora in cammino ma che delineano un tratto saliente: pagare le tasse in Italia non conviene perché tanto, prima o poi, arriva un più o meno mascherato (in questo caso neanche tanto) condono, perlomeno sulle sanzioni. Il tutto solo per chi può decidere se pagare o meno le tasse, non certo per dipendenti o pensionati che le tasse le pagano nel momento esatto in cui incassano il salario o l’assegno di pensione. Anzi, un attimo prima, e non possono certo decidere di non versare all’erario quanto dovuto. E tutto questo al di là del fatto che in certi casi possa davvero essere che all’erario costa meno lasciar perdere che perseguire un debitore: deve trattarsi di casi marginali, non di migliaia di contribuenti.  

Saldo e stralcio delle cartelle esattoriali

Ieri il viceministro dell’economia Maurizio Leo ha detto che il governo è impegnato in prima linea per fermare il diluvio delle cartelle esattoriali, una mole di avvisi da 1.132 miliardi. «Tutte le operazioni che vogliamo fare non sono condoni», ha sostenuto Leo, spiegando che «l’imposta va sempre pagata, va tutta pagata» mentre si riducono le sanzioni e si dà una dilazione temporale. Ma secondo il piano del governo le cartelle fino al 2015 e fino a mille euro, ad esempio, potranno invece essere completamente cestinate; detta diversamente e in maniera più chiara il governo pensa a un annullamento totale per i debiti al di sotto dei mille euro. Per quelle tra mille e 3mila euro, sempre fino al 2015, l’imposta evasa può invece essere ridotta del 50% così come potrebbero essere ridotte le sanzioni, probabilmente al 5%, mentre aggi e interessi andrebbero del tutto cancellati. Per gli importi superiori si parla della possibilità di pagare l’imposta maggiorata del 5%, facendo cadere interessi e sanzioni.

Le tasse versate a rate senza sanzioni

Poi c’è il piano sulle tasse del 2022. Attualmente chi vuole sanare un “omesso versamento” dovrebbe scegliere la strada del “ravvedimento operoso”, vale a dire pagare la somma entro 30 giorni e con una sanzione ridotta. Il piano del governo, spiega oggi Il Messaggero, prevede che per i pagamenti del 2022 si possa sanare la propria posizione senza sanzioni e interessi. Attraverso un pagamento rateizzato che potrebbe riguardare anche gli anni 2019, 2020 e 2021; ma in questo caso oltre all’imposta si dovrebbe pagare una sanzione forfettaria, probabilmente del 5%.

La grazia per gli evasori fiscali

Infine, il progetto più ambizioso. Secondo quanto risulta alla Stampa, se ne è discusso in una riunione tecnica e si sta pensando a una norma in forza della quale chi deciderà di pagare il dovuto al fisco perché evaso e oggetto di procedimento giudiziario sarà sollevato da qualunque pendenza penale, anche dai processi in corso. Purché si paghi il dovuto senza sanzioni e interessi. Staremo a vedere.