La camera di commercio di Ravenna (foto di repertorio)

Entro il 2026, almeno mille imprese italiane dovranno aver superato i test che certificano l’abbattimento del gender gap nei luoghi di lavoro, grazie a una collaborazione col dipartimento delle pari opportunità

L’installazione di una panchina rossa come segno tangibile dell’impegno nel contrasto alla violenza contro le donne. Questo è lobiettivo del progetto promosso del movimento “Stati generali delle donne”, al quale ha deciso di aderire anche la Camera di commercio di Ravenna per il tramite del proprio comitato per l’imprenditoria femminile. In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si è celebrata nella giornata di ieri, venerdì 25 novembre, l’ente di viale Farini promuove una serie di incontri di approfondimento sul tema della condizione femminile, con particolare riguardo alla partecipazione al mercato del lavoro e alla creazione di impresa, coinvolgendo e sensibilizzando anche giovani, imprese e cittadini.

La violenza contro le donne prende origine da una visione distorta dei rapporti tra uomo e donna, che vede la seconda come oggetto e, in ogni caso, come soggetto non degno di un pieno rispetto. È nell’idea di inferiorità che pervade, ancora troppo spesso, l’approccio alla questione femminile, in cui si trovano le radici di ogni forma di violenza. Per uscire da questa spirale è necessario educare; educare al rispetto, educare alla parità, educare all’idea che mai la forza può costituire uno strumento di dialogo. Già nelle famiglie si deve diffondere questa educazione e poi nelle scuole, fin dalla prima infanzia. 

Entro il 2026, almeno mille imprese italiane dovranno aver superato i test che certificano l’abbattimento di ogni forma di gender gap sui luoghi di lavoro. Per compiere questa scelta volontaria, sostenuta dai fondi del Pnrr, le aziende potranno contare sul supporto fornito da “Unioncamere” e dal sistema camerale, in virtù dell’accordo di collaborazione stipulato col dipartimento delle pari opportunità in materia di certificazione della parità di genere.

L’intesa assegna alle camere di commercio italiane un ruolo chiave nell’attuazione della certificazione prevista dalla “Strategia nazionale per le pari opportunità 2021-2026” e dalle iniziative del Pnrr ad essa collegate. A “Unioncamere”, in accordo col mondo associativo, con gli sportelli “Unicadesk”, il servizio delle camere di commercio per la normazione tecnica volontaria, e con la rete dei comitati per l’imprenditorialità femminile delle camere di commercio, è affidato l’incarico di mettere a punto la progettazione e l’organizzazione di servizi per l’introduzione del sistema di certificazione della parità di genere; la gestione e l’erogazione dei pagamenti per i costi di certificazione; l’attivazione di servizi di accompagnamento e di assistenza tecnico-consulenziale; e la promozione e la sensibilizzazione delle imprese.

In merito all’argomento che vede al centro la violenza sulle donne e il loro legame con l’imprenditoria, si è espressa Antonella Bandoli, presidente del comitato provinciale per l’imprenditoria femminile, con le seguenti parole: “Una panchina rossa per lanciare un monito contro la violenza sulle donne e per farsi carico dell’urgenza di realizzare la parità di genere. Un modo, quindi, per alimentare un processo di consapevolezza nella società, dove ancora molte donne sono vittima di discriminazioni o di soprusi, ma anche per prendere coscienza e per valorizzare la presenza femminile e le pari opportunità nei luoghi di lavoro e nell’impresa. Anche grazie all’attività del comitato della camera di commercio, molte donne nella nostra provincia hanno scelto di avviare una propria attività, dando corpo alla propria vocazione professionale e in piena autonomia. Le oltre 7000 imprese femminili, più di un’impresa su cinque, censite dall’osservatorio dell’economia della camera di commercio, rappresentano una risorsa straordinaria per la provincia di Ravenna, sia perché attraverso di esse le loro fondatrici hanno raggiunto l’indipendenza economica, sia per l’importante ricaduta a livello occupazionale. Resta ancora molta strada da fare, ma occorre continuare ad operare, individualmente e con azioni collettive, perché eliminare la violenza sulle donne è un obiettivo essenziale per il nostro vivere in comune”, ha concluso la Bandoli.