Alessio Mammi , assessore regionale all'agricoltura e all'agroalimentare, caccia e pesca (foto dal sito della Regione)
Alessio Mammi , assessore regionale all'agricoltura e all'agroalimentare, caccia e pesca (foto dal sito della Regione)

Grazie a un emendamento, la commissione bilancio della Camera ha messo a disposizione risorse per combattere i danni causati dalla fitopatia, con la Regione che ha anche istituito un tavolo di lavoro

Un primo passo per far fronte alla flavescenza dorata, un problema reale e complesso che minaccia i vitigni dell’Emilia-Romagna, insieme a quelli di altre regioni italiane, è stato fatto. La commissione bilancio della Camera, infatti, grazie a un emendamento, ha approvato l’istituzione di un fondo, nel ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare, riservato ai danni provocati da questa fitopatia che sta mettendo in ginocchio, sia dal lato produttivo che economico, i viticoltori dell’Emilia-Romagna e del nord Italia, e che si sta estendendo in altre zone del Paese. Questo, però, non basta, dato che, le risorse nazionali, frutto di un emendamento, devono essere molte di più.

La Regione Emilia-Romagna, dal canto proprio, ha sia messo in bilancio 2.000.000€ per la ricerca in ambito vegetale, sia istituto un tavolo di lavoro di prevenzione e di controllo, coordinato dal servizio fitosanitario regionale, nel quale sono presenti i consorzi del vino dell’Emilia e della Romagna, oltre alle associazioni rappresentanti delle imprese agricole e agroalimentari.

In merito alle misure prese per fronteggiare la flavescenza doratasi è espresso Alessio Mammi, assessore regionale all’agricoltura, con le seguenti parole: “È indubbiamente positivo che la commissione bilancio della Camera, grazie a un emendamento a firma dell’onorevole Stefano Vaccari del Partito democratico, abbia approvato l’istituzione di questo fondo riservato ai danni provocati dalla flavescenza dorata, che sta assumendo i contorni del flagello produttivo ed economico per i viticoltori della regione e di altre zone dell’Italia. Nel frattempo, abbiamo messo in bilancio 2.000.000€ di risorse per la ricerca in ambito vegetale, ma servono risorse nazionali, soprattutto per le aziende costrette a estirpare i vigneti per debellare la fitopatia e, quindi, per procedere al reimpianto. Le risorse nazionali concesse tramite l’emendamento, ossia 1.500.000€ per il 2023 e 2.000.000€ per il 2024, di entità peraltro minore rispetto a quanto richiesto in origine, sono dunque da considerarsi ‘un primo passo necessario per un problema reale e complesso’. Chiederemo al governobche incrementi queste risorse, magari utilizzando quelle già previste per la sovranità alimentare nella legge di stabilità. Si tratta, intanto, di una prima risposta che ha bisogno di essere incrementata, perché affronta un problema che, ormai, riguarda una parte consistente del territorio nazionale”, ha concluso Mammi.