La camera di commercio di Ravenna (foto di repertorio)

“Grosso errore dettato da logiche lontane dalle esigenze dei territori”

Riportiamo dii seguito la lettera aperta che Gianfranco Spadoni (Lista per Ravenna) ha scritto al presidente della Regione Emilia – Romagna, Stefano Bonaccini, a proposito dell’unione delle Camere di Commercio di Ravenna e Ferrara:

“Presidente,

come semplice cittadino mi permetto di farti pervenire un augurio per le imminenti primarie del Partito democratico, poiché, sommessamente, ritengo che in questa delicata fase tu possa rappresentare il ‘salvagente’ del tuo partito. Ma dopo questa breve divagazione aperta e sincera, persistono in me enormi perplessità sulla decisione della giunta regionale responsabile di aver sbloccato il percorso di fusione e accorpamento delle Camere di commercio regionali, tra cui anche quella di Ravenna. Avere unito Ravenna con Ferrara è a mio parere un grosso errore dettato da logiche lontane dalle esigenze e dall’omogeneità dei territori estense e bizantino. Nel lungo, travagliato e incoerente percorso di unione delle due Camere, Ravenna non ha mai tenuto conto degli inviti delle omologhe camere di Forlì-Cesena e di Rimini promotrici della costituzione di una camera di commercio della Romagna cui hanno aderito tutti i comuni. Si trattava di accorpamenti attraverso i quali si sarebbero potute produrre economie di scala e proficue convergenze su un territorio omogeneo, come ha sostenuto pin più occasioni l’associazione degli Industriali romagnoli. Oltretutto nel consiglio del nuovo ente, tra gli altri, fanno parte Confcooperative di Ravenna e Rimini, Legacoop della Romagna e Afci dell’Emila Romagna, organizzazioni che avrebbero potuto sedere con maggiore coerenza in ambito di Area vasta romagnola.

In conclusione, nessuno disconosce l’importante obiettivo dell’autonomia, ma si abbia almeno il coraggio di affermare che il percorso svolto fino ad oggi si è rivelato ambiguo e incoerente”.