Giorgio Guberti
Giorgio Guberti davanti alla Camera di Commercio di Ravenna (foto di repertorio)

Mercoledì 5 aprile si insedierà il Consiglio del nuovo organo

A seguito della nomina avvenuta il 16 marzo scorso con il decreto del presidente della Giunta regionale Stefano Bonaccini, si insedierà mercoledì 5 aprile, alla presenza di Vincenzo Colla, Assessore allo sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione e relazioni internazionali della Regione Emilia-Romagna, il Consiglio della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, espressione di una nuova identità comune. “Una nuova identità – ha sottolineato Giorgio Guberti, commissario straordinario dell’Ente di viale Fariniper la quale le Organizzazioni imprenditoriali, sindacali, dei consumatori e gli Ordini professionali hanno lavorato con grandissimo impegno in questi mesi e che rappresenta il passaggio ad un’età più matura delle Camere di commercio di origine, un vero e proprio cambiamento di pelle in grado di esaltarne la funzione di partenariato attivo rispetto alle altre istituzioni, valorizzarne la rappresentatività di un sistema economico territoriale più ampio ed ambizioso, renderne più forte la legittimazione nel solco del principio di sussidiarietà”.

Si chiude così il sofferto percorso intrapreso dopo l’approvazione del decreto legislativo 219 del 2016 che ha sancito la riforma del sistema camerale nazionale portando a 60 il numero massimo degli Enti camerali esistenti. Giorgio Guberti è stato il presidente prima, e il commissario straordinario poi, a dover traghettare l’Ente camerale ravennate attraverso il processo di accorpamento con quello ferrarese per dare vita alla nuova Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, con l’ausilio, alla segreteria generale, di Maria Cristina Venturelli prima e poi di Mauro Giannattasio, segretario e commissario ad acta.

“E’ con particolare emozione che ci apprestiamo a chiudere un percorso, quello della storia della Camera di commercio di Ravenna, iniziato il 31 agosto 1862. Testimoniare oltre 160 anni di attività istituzionale, per un Ente come la Camera di commercio, ha un significato particolare, soprattutto alla luce del periodo che stiamo vivendo di crisi internazionale, con forti preoccupazioni per il futuro. La Camera di commercio è stata al fianco dell’economia del territorio e del suo tessuto sociale, ha contribuito a superare altre crisi, a creare sviluppo, a sostenere l’innovazione.

La Camera di commercio ha promosso e sostenuto lo sviluppo del porto, gli investimenti di Eni nel settore energetico, dalla produzione nazionale di gas all’economica circolare, la crescita del comparto chimico. Nacque con questo spirito, nel 1993, OMC che oggi – come Omc Med Energy celebra i 30 anni di attività, con il supporto del compianto presidente del Roca Franco Nanni, recentemente scomparso. Sono seguiti la riqualificazione della darsena di città, la costituzione e il consolidamento del  Terminal crociere. Ma anche il potenziamento della digitalizzazione e dell’efficienza interna, la valorizzazione della responsabilità sociale, il forte impulso allo strumento della mediazione.

Il ruolo della Camera di commercio si è modificato nei decenni, contribuendo alla nascita e allo sviluppo del porto e poi della Sapir, società terminalistica e di gestione di asset per lo sviluppo portuale, fino alla costituzione del nuovo Terminal crociere e alla collaborazione con le Istituzioni locali, in particolare l’Autorità di sistema portuale del Mare adriatico centro-settentrionale, che ringrazio, con la quale, anche attraverso la commissione Porto Trasporti e Logistica della Camera di commercio, si è perseguito l’obiettivo dell’approfondimento dei fondali, grande opera fondamentale per lo sviluppo delle attività portuali, e il sostegno a tutta la nuova progettualità che, nella cornice del Patto per il Lavoro e per il Clima, vuole delineare questo territorio come hub portuale ed energetico nazionale. Una filosofia che non ha trascurato altri mondi primari come l’agricoltura o l’artigianato, la richiesta di infrastrutture adeguate. Fino all’impegno per la crescita dell’università a Ravenna.

Voglio porgere un sentito ringraziamento a tutti colori che con la loro competenza e il loro sostegno hanno reso possibile tutto ciò che in questi anni è stato fatto: il personale della Camera di commercio, che alla terribile esperienza della pandemia ha saputo reagire con generosità, energie e competenze, generando valore pubblico e fornendo nuove risposte e nuove soluzioni ai bisogni della comunità ravennate; l’attuale segretario generale Mauro Giannattasio che con la sua esperienza, competenza e professionalità mi ha affiancato in questi ultimi anni e ha egregiamente svolto il ruolo di commissario ad acta nella gestione del delicato e complesso processo di accorpamento; la Giunta e il Consiglio, che ho avuto l’onore di presiedere, per lo spirito di unità e collaborazione, e il Collegio dei Revisori per la puntualità e competenza che ne ha sempre contraddistinto l’operato; a tutti i rappresentanti delle Associazioni di categoria, degli Ordini professionali, dei Sindacati e delle Istituzioni locali, Prefettura, Provincia di Ravenna e tutti i sindaci, le Forze dell’Ordine, che mai hanno fatto mancare il loro sostegno nel perseguire quegli obiettivi di progresso, legalità, crescita e innovazione che abbiamo condiviso con convinzione. Un ringraziamento particolare va al presidente ABI, Antonio Patuelli, che con la sua profonda conoscenza delle sfide e delle problematiche che interessano il sistema economico e finanziario, ha sempre garantito, in particolare in questi anni così complessi, il suo prezioso sostegno al mondo delle imprese che la Camera di commercio rappresenta”.