Aula Assemblea legislativa

Via libera da parte dell’Assemblea legislativa

Ricostruzione post alluvione, sanità, innovazione e internazionalizzazione delle imprese, potenziamento del trasporto pubblico locale, sostegno al commercio e all’artigianato, cura dell’ambiente e del territorio. Sono le macro aree su cui si indirizzano gli interventi previsti per i prossimi anni dal Documento di economia e finanza regionale (Defr) approvato a maggioranza dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna dopo un lungo dibattito fra le forze politiche.

Hanno votato a favore del Defr Pd, lista Bonaccini, ER Coraggiosa ed Europa Verde mentre hanno espresso voto contrario Lega, Fdi, Fi, Rete Civica e M5s.

L’assessore al Bilancio Paolo Calvano ha illustrato i punti principali del Documento economico e finanziario sottolineando come “la giunta vuole operare per la parte più fragile della popolazione e per quanto riguarda le politiche per la natalità purtroppo siamo di fronte a politiche di un governo che va nella direzione opposta, tanto che nella recente manovra si è deciso di tagliare 450 milioni di euro per le famiglie”.

Marcella Zappaterra (Pd) ha annunciato il voto favorevole elogiando gli aspetti positivi del Documento, del ruolo della Regione e ha replicato anche alle parole del centrodestra: “Non è pensabile chiederci di pensare a compartimenti stagni come se non ci fosse uno Stato centrale, il governo ha fatto una manovra di bilancio con molte ombre e poche luci, fatta in deficit senza coperture finanziarie e senza i fondi per l’alluvione. Ci sono tutte le condizioni per votare a favore del Defr della Regione che contiene un piano di investimenti molto importanti e scelte a tutela dei più deboli: il Documento va nella direzione del governo di mandato della giunta e corrisponde ai bisogni dei cittadini ed è all’altezza delle sfide a cui dobbiamo dare risposte”.

Alluvione e sanità sono stati, invece, i punti centrali dell’intervento di Marta Evangelisti (Fdi) che ha ricordato come la Regione non possa passare il proprio tempo a incolpare il governo per la gestione del post alluvione quando, invece, come confermato dal commissario Figliuolo, i fondi per la ricostruzione ci sono e famiglie e imprese vengono risarcite. Evangelisti è stata netta anche sulla sanità, chiedendo alla Regione di fare scelte precise, ricordando come il governo in finanziaria abbia previsto risorse aggiuntive per il fondo sanitario nazionale. La capogruppo di Fdi ha anche chiesto di rivedere le modalità di erogazione dei contributi per gli asili nido, che attualmente vedrebbe escluso chi risiede nei Comuni montani.

Di sanità ha parlato anche Daniele Marchetti (Lega): “La Corte dei Conti ha sottolineato come la Regione non abbia fatto scelte chiare sulla sanità: ci sono problemi nella gestione della macchina sanitaria ed è arrivato il momento di affrontare il tema sanità seriamente. Sui temi principali del Documento presenteremo degli emendamenti, ma sappiamo già che saranno respinti dalla maggioranza”.

“Mi avrebbe fatto piacere che fra le priorità trasversali del Defr ci fossero anche la natalità e il sostegno alle persone fragili”, ha rilevato Valentina Castaldini (Fi), ricordando come servano scelte chiare sulla sanità e come occorra dare risposte chiare alla crisi demografica. “Il tema della denatalità deve essere affrontato in modo integrato, come si fanno per altre politiche pubbliche: nel Documento si parla una sola volta di crisi demografica, Per questo presento un emendamento finalizzato a chiedere alla giunta di mettere insieme tutte le politiche per la famiglia”, spiega Castaldini, che invita a seguire quanto fatto da Piemonte, Liguria e Lazio, Regioni che hanno deciso di sostenere economicamente le famiglie per pagare le babysitter.

Per Silvia Piccinini (Movimento 5 stelle) “il documento, che è politico, deve fare i conti anche con la manovra del governo, che prevede 16 miliardi in debito e tagli di spesa alla sanità. Il Defr regionale ha due aspetti peculiari: sconta le difficoltà sulla sanità e poi c’è il tema del dissesto idrogeologico. L’emergenza climatica ci coinvolge pesantemente dopo l’ultima alluvione. Vedo un approccio ordinario. Mi aspetterei scelte lungimiranti e forti. Nel Defr non trovo la legge regionale sul clima, una mancanza grave. Oggi fuori dall’aula c’è la protesta di Extinction rebellion, ma la Regione ancora non dà risposte. L’assessorato è impegnato sull’esistente, ma non basta perché occorre accelerare per trovare soluzioni alle emergenza guardando al futuro”.

Stefania Bondavalli (Lista Bonaccini) ha detto che “questo Defr ha un significato particolare a causa delle alluvioni di maggio. E’ trasparente e affidabile e va nel solco della continuità con 24 miliardi, di previsione, per gli investimenti. Gli indicatori di occupazione ci collocano in alto fra le regioni più evolute anche a livello europeo. L’occupazione è al 69%, e il dato delle attività è al 73,5% dove le donne raggiungono il 67,6%: sono risultati delle politiche regionali. Da una ricerca emerge che la qualità della sanità pubblica è superiore a quella che si riscontra in quella privata. C’è la consapevolezza di aiutare chi è in difficoltà, cittadini e imprese”.

Maura Catellani (Lega) ha sottolineato che si parla di sanità e alluvione “perché sono i temi più attuali. Ma sulla sanità ci sono i rilievi della Corte dei conti e qualche colpa la Regione ce l’ha. Si dà la colpa al governo sull’alluvione, ma non si dice che il problema sono i mancati interventi e la scarsa manutenzione del territorio. Non è mai stata ammessa una colpa da parte della giunta. Questa maggioranza governa da tanto tempo e se ci sono problemi li avete creati voi. Sull’occupazione c’è un problema di ricollocamento, occupazione e buona occupazione. I dati che fornite sono falsati”.

Silvia Zamboni (Europa Verde) ha evidenziato come “il Documento economico e finanziario verrà aggiornata con la nota di aggiornamento, per noi per ora le priorità sono la ricostruzione post alluvione e la tenuta della sanità pubblica. Purtroppo rileviamo che le risorse stanziate dal governo per la ricostruzione sono insufficienti e questo è un problema. Così come è un problema il fatto che il governo non voglia affrontare il tema dei cambiamenti climatici: l’emergenza climatica in corso richiede di mettere in campo gli strumenti per affrontarli, a partire dal tema dell’energia”. Zamboni ha anche sottolineato un limite del Documento, ovvero l’assenza di ogni minimo riferimento all’Assemblea regionale dei cittadini sul clima. “Mentre stiamo discutendo ci sono dei ragazzi che manifestano per il clima proprio davanti alla sede dell’Assemblea legislativa: l’Assemblea dei cittadini è – spiega la consigliera ecologista – una risposta al calo della partecipazione elettorale. Siamo critici anche sul capitolo dei trasporti per via di alcune opere che non condividiamo come la Cispadana, la Campogalliano-Sassuolo, il Passante di Bologna e tanti allargamenti di autostrade”.

Stefano Bargi (Lega) ha sostenuto che “sulla formazione bisogna cambiare passo e garantire più rispetto ai lavoratori, bisogna ragionare sulla necessità di un confronto sul tema del lavoro e della necessità di intervenire per l’innovazione”, mentre Luca Cuoghi (Fdi) ha chiesto interventi a sostegno della polizia locale e delle aree agricole. “Bisogna superare i problemi che i Comuni hanno per la gestione della polizia locale come affrontare il tema dell’accensione delle stufe a legna nei giorni più freddi”.

Per Ottavia Soncini (Partito democratico) “il governo fa propaganda, fa scelte peggiorative rispetto alla nostra impostazione. Spero di essere smentita sui 350 milioni sulla legge delega della disabilità. Assegno unico: 1,5 miliardi di risorse avanzate da noi, ma non risultano. La Regione ha messo 7 miliardi di euro. La legge sulla non autosufficienza non è finanziata. E’ stata aumentata l’età pensionabile per i caregiver. Sui migranti, noi facciamo scelte basate sui valori. Il centrodestra non faccia opposizione alle famiglie. Il 90% dei cittadini chiede una sanità pubblica e in tanti rinunciano a curarsi”.

Giulia Pigoni (Lista Bonaccini) ha detto che la valutazione del Defr “è positiva e la nostra regione ha avuto una buona performance dopo la pandemia da Covid. Ci sono delle preoccupazioni: ricostruzione post alluvione e tenuta del sistema sanitario. Serve il sostegno alle imprese per una manifattura sostenibile. Il Defr sottolinea l’importanza della cura dei territorio, dei trasporti (con bus a idrogeno verde), del contrasto al dissesto idrogeologico, dei 49 milioni per l’economia circolare, degli aiuti al commercio con 378 milioni. Importante, poi, è l’attenzione ai giovani e alla formazione di alta specializzazione, per far circolare i talenti e far tornare i “cervelli” dall’estero, ma il governo ha ristretto i fondi per quest’ultimo aspetto. E ha anche cancellato 230 milioni di fondi per 18App”.

Michele Facci (Lega) ha messo in evidenza come “il Defr sia un libro dei sogni. All’inizio, ad esempio, si legge dell’obiettivo di “sconfiggere la fame” e la ricetta è competitività delle aziende agricole, tutela delle produzioni tipiche … Il divario digitale presenta una distanza tra il dire e il fare, soprattutto in montagna. Nel 2022 l’Aula ha approvato un ordine del giorno con grandi risorse. Sul sito dell’Agenda digitale ci sono i dati: non è cambiato nulla. La percentuale di famiglie raggiunte da internet è del 5,4%, la velocità media inferiore a 2,30 mb/sec: così era a dicembre ’22 e così è ancora oggi. Qualcosa è migliorato per le scuole: erano 1.820 quelle connesse con la fibra (1 gb/sec) e oggi sono 2009, cioè un più 10%. Ma così servono 10 anni per completare la digitalizzazione delle scuole”. Carenti, secondo il consigliere, “anche i finanziamenti per le infrastrutture, per combattere il dissesto idrogeologico. E manca la manutenzione del suolo”.

Federico Alessandro Amico (ER Coraggiosa) ha puntualizzato come “i punti strategici del Documento sono quelli necessari allo sviluppo della nostra comunità, mentre il governo nazionale non sta seguendo linee politiche utili ma fa politiche inefficaci. E’ bene trovare le modalità di sostegno all’economia sociale che può essere un veicolo di rilancio economico del nostro territorio, così come penso che sia importante sottolineare l’importanza di intervenire sui fondi strutturali”.

Marilena Pillati (Pd) ha criticato le recenti scelti del governo: “Non basta cambiare alcune poste di bilancio. L’Italia ha il tasso di natalità più basso in Europa: dobbiamo riflettere sul fatto che l’accentuata denatalità dell’ultima parte del secolo scorso ha effetti di lungo periodo. Ricordiamoci che anche a fronte di una ripresa della natalità abbiamo bisogno sia di politiche per rilanciare la natalità, sia migratorie che ci permettano di mantenere una quota di popolazione sufficiente. Stiamo parlando di problemi strutturali, di diseguaglianza di genere ed economiche: precariato, insicurezza, diseguaglianze di genere nel mercato del lavoro che vanno contrastate”. Per questo la consigliera ha chiesto “di adottare politiche che risolvano le discriminazioni di genere nel mercato del lavoro, di arrivare alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, invece il governo vuole scaricare sulle sole donne questi temi adottando una visione patriarcale della società”.

Matteo Montevecchi (Lega) ha presentato alcuni emendamenti del Carroccio, in particolare legati alla sanità e alla privacy nel periodo postCovid. Simone Pelloni (Lega) ha ricordato che gli indirizzi dati dalla Regione alle Ausl sono quelli di risparmiare: “Qui sono state realizzate le aziende uniche per Romagna e Reggio Emilia e seguiranno quelle uniche di Parma e Ferrara. Sono tagli. Ma c’è stata più efficienza? Prima di tagliare i servizi, tagliamo qualche dirigenza. A Modena non c’è, ma avere un’azienda unica è un’esigenza sentita. Sulle Asp la Regione deve intervenire sull’Irap, equiparandola a quella dei privati, o varando nuove norme. Le Asp forniscono servizi importantissimi, ma hanno costi molto alti. E’ un paradosso che il pubblico paghi più del privato, così si sprecano risorse”.

Per Fabio Bergamini (Lega) “si sono ascoltate, da parte delle opposizioni, molte mancanza nella sanità. Nel Defr non si vedono i progetti promessi negli anni scorsi. Ad esempio, il fisioterapista domiciliare non è decollato. La Lega vuole aggiungere ulteriori servizi e inserire il fisioterapista nelle farmacie di comunità. Di fronte a una popolazione sempre più anziana si devono moltiplicare gli sforzi. La casa della maternità deve seguire la donna in tutte le fasi più delicate della nascita. Il trasporto pubblico, infine, ha visto la cancellazione di fermate di bus e treni nel nome del risparmio di tempi. Ma questo danneggia le piccole comunità colpendo soprattutto gli anziani”.

Emiliano Occhi (Lega) ha ricordato l’alluvione di maggio “ma vedo che, sul sito dell’assessorato, si parla di neutralità carbonica prima del 2050 e di clima. Non si fa l’analisi delle cause dell’alluvione. Di energia, il Defr ne parla in una sola pagina affermando che tutto si può risolvere con le comunità energetiche. Sul fotovoltaico si indica l’autoconsumo, ma senza coinvolgere le aziende. Non si sa come si arriverà al 2030. E sui trasporti, legati alla qualità dell’aria e alla sostenibilità, ci sono carenze legate al servizio pubblico dei treni con fermate soppresse. Le società ferroviarie, come le Poste, negli Anni 90 sono state trasformate in società di mercato dai governi di centrosinistra. Assenti, infine, le opere strutturali legate all’ambiente, come gli invasi per l’acqua”.

La relatrice di maggioranza Palma Costi (Pd) ha ribadito gli aspetti positivi del Documento economico sottolineando come in questi decenni le Regioni abbiano dato un contributo determinante al risanamento dei conti pubblici, mentre Manuela Rontini (Pd) ha presentato un ordine del giorno perché la giunta chieda al governo di prevedere i rimborsi agli alluvionati di maggio anche per quanto riguarda i beni mobili. Anche Marco Fabbri (Pd) ha presentato un ordine del giorno per impegnare la giunta a sollecitare il governo affinché siano riconosciute ai pescatori le spese sostenute per la cattura e lo smaltimento del granchio blu.

Netta Maura Catellani (Lega): “La Regione si nasconde sempre dietro al governo, questo è sbagliato. Il centrodestra in Regione è da inizio legislatura che vuole collaborare, ma la maggioranza rifiuta, soprattutto sulla sanità”.

In sede di discussione del Defr sono stati presentati 50 emendamenti e 14 ordini del giorno. Di questi ultimi 7 sono della Lega, 2 di Fdi, 1 di Fi, 1 di ER Coraggiosa e Pd, 1 di Lega e Rete civica, 1 del Pd. E’ stato approvati l’odg di ER Coraggiosa e Pd finalizzato a chiedere alla giunta di inserire nella prossima nota di aggiornamento del Defr, fra gli obiettivi strategici, il tema dell’economia sociale e di proseguire nel rafforzamento del confronto sul lavoro sociale e per l’innovazione sociale. Infine, l’atto d’indirizzo invita l’esecutivo regionale a proseguire nel confronto col governo affinché l’attuazione del Piano d’azione per l’economia sociale sia programmata in accordo con le Regioni. Disco verde anche all’odg della maggioranza per chiedere che il governo inserisca anche i beni mobili delle famiglie danneggiate dall’alluvione di maggio nell’elenco di ciò che sarà rimborsato. Approvato anche l’odg del Pd che impegna la giunta a sollecitare il governo affinché siano riconosciute ai pescatori le spese sostenute per la cattura e lo smaltimento del granchio blu. Via libera, infine, all’atto d’indirizzo di Lega e Rete civica (emendato dal Pd) finalizzato chiedere all’esecutivo regionale di rendere strutturale il sostegno al settore dell’ortofrutta, in situazione di preoccupante crisi.