Presentati a palazzo Rasponi i dati del “Rapporto 2023 del mercato immobiliare a Ravenna e provincia”, che dimostrano comunque un futuro roseo

Nella mattinata di oggi, venerdì 17 novembre, a palazzo Rasponi di Ravenna, sono stati presentati i dati del “Rapporto 2023 del mercato immobiliare a Ravenna e provincia”, realizzato dal sindacato provinciale “F.I.M.A.A. Ravenna” e da Confcommercio provincia di Ravenna. Durante l’evento, sono intervenuti Mauro Mambelli, presidente di Confcommercio provincia di Ravenna; Maurio Giannattasio, segretario generale della Camera di commercio di Ferrara-Ravenna; Santino Taverna, presidente nazionale di “F.I.M.A.A”; Stefano Stanzani, docente dell’università di Bologna; e Pierluigi Fabbri, presidente di “F.I.M.A.A. Ravenna”. Nel corso del convegno, poi, la dottoressa ingegnere Federica Del Conte, assessore all’urbanistica, edilizia privata e rigenerazione urbana del Comune di Ravenna, ha illustrato “I progetti di ciclabilità turistici e naturalistici nel nostro territorio”; mentre, il dottor Antonio Stignani, progettista, ha presentato il progetto dal titolo “Parco marittimo”. Moderatore dell’incontro, invece, è stato Ivano Venturini, presidente di “F.I.M.A.A. Confcommercio provincia di Ravenna” e di “F.I.M.A.A. Confcommercio Emilia-Romagna”.

A Ravenna, a venerdì 30 giugno, si sono, infatti, registrate circa duecento compravendite abitative in meno rispetto ai primi sei mesi del 2022, con un caldo del -12,1%. Nel primo trimestre dell’anno, si era registrata ancora una crescita percentuale tendenziale dell’1,2%, ma è nel secondo semestre che la riduzione si è manifestata, con un -22,1% sullo stesso periodo del 2022. Per i comuni della provincia, invece, si è registrata una riduzione percentuale tendenziale del 6,7% già nei primi tre mesi del 2023 e, nei successivi tre mesi, il decremento percentuale è stato del 19,3%. Nel complesso, nei primi sei mesi dell’anno sono duecentoquaranta il numero di compravendite in meno rispetto al 2022.

Gli agenti immobiliari di “F.I.M.A.A. Confcommercio della provincia di Ravenna”, interpellati nelle ultime due settimane di settembre, sostengono che il rallentamento nel numero di scambi evidenziato dalle statistiche ufficiali, sia imputabile al rialzo dei tassi di interesse sui mutui, per il 46,2% delle opinioni, sia dai costi di ristrutturazione elevati, per il 23,1% dei pareri, sia dal momento economico congiunturale internazionale certamente non felice, scelto dal 15,4% degli interpellati. Seguono i timori per la direttiva sull’efficientamento energetico e sulla calamità dell’alluvione che hanno compromesso l’intenzione di acquistare, restando in attesa di momenti con maggiore stabilità.

Secondo i testimoni privilegiati interpellati associati a “F.I.M.A.A. Confcommercio della provincia di Ravenna”, non mancano, comunque, elementi congiunturali positivi, testimoniati anche da un numero di scambi del primo semestre del 2023 preceduto, negli ultimi tredici anni, soltanto dai livelli del 2021 e del 2022. Il florido mercato locativo che spinge di acquistare case, anche turistiche, per investimento, per il 50% delle opinioni; l’acquisto che mette al riparo almeno in parte dall’inflazione, per il 30% dei pareri; ed i bonus per i giovani under 36 e le esigenze fisiologiche di cambiare o di acquistare casa per i restanti soggetti.

Oltre alla diminuzione del numero di compravendite, l’indagine messa a punto dalla “F.I.M.A.A. Confcommercio della provincia di Ravenna”, ha potuto evidenziare come, nel secondo quadrimestre dell’anno, la domanda per acquisto sia improntata sui livelli del quadrimestre precedente solamente nella migliore delle ipotesi, con livelli di offerta in vendita percepiti dalla netta maggioranza di agenti in diminuzione, segnale, come si è detto, di un mercato sì in rallentamento, ma che si esprime ancora su alti livelli. Le variazioni dei prezzi di compravendita sono improntate ad una stabilizzazione sui livelli del primo quadrimestre del 2023. Nel 2022, i prezzi medi di vendita erano stati registrati in aumento dell’1,2% a Ravenna e dello 0,6% nei comuni della provincia, per una media dello 0,9% per l’intera provincia di Ravenna.

Le aspettative attese dagli agenti “F.I.M.A.A.” sul mercato della compravendita abitativa per l’ultimo quadrimestre dell’anno in corso attestano livelli di variazioni percentuali annue nel numero di scambi e, soprattutto, sui prezzi di compravendita, sugli stessi livelli di quelli che sono stati rilevati nel secondo quadrimestre del 2023, ma non mancano, sebbene in quota minoritaria, operatori ottimisti che si attendono un rimbalzo delle aspettative dopo le drammatiche situazioni vissute nel mese di maggio. Per questo motivo, verosimilmente, per la fine anno, il livello delle compravendite abitative in provincia si potrebbe attestare ad un migliaio in meno di quelle fatte registrare nel 2022, con un -15,2%.

Per quanto riguarda i prezzi di vendita, in base ai giudizi espressi, si dovrebbe, invece, verificare un aumento nominale dell’1,8% per Ravenna. Nelle macroaree provinciali segnate dall’alluvione di maggio, invece, si dovrebbero registrare dei cali, dal – 1,4% nell’alta pianura del Lamone al -1,2% nella bassa Romagna, dal -1,3% nella collina del Senio e del Lamone al -1% per il complesso dei comuni minori della provincia di Ravenna.

Per quanto concerne il mercato della locazione, la maggioranza del campione di operatori “F.I.M.A.A.” intervistati, per il secondo quadrimestre del 2023, individua un mercato delle locazioni abitative in accordo con quanto registrato a livello nazionale. Rispetto ai primi quattro mesi del 2023, si caratterizza, infatti, per una domanda in locazione in ulteriore rafforzamento; per una riduzione o per una stabilità dell’offerta in locazione; per un numero di contratti di locazione in riduzione; e per canoni di locazione in aumento.

Per gli ultimi quattro mesi dell’anno, le aspettative degli operatori “F.I.M.A.A. Confcommercio della provincia di Ravenna” sono improntate sulla stabilità delle variazioni del numero di contratti di locazione per quanto riguarda tutte le tipologie considerate, con giudizi peggiori per quanto attiene le locazioni ordinarie, dove le aspettative si ripartiscono tra stabilità e tra diminuzione; migliori per le locazioni studenti, dove il 16,7% del panel ipotizza aumenti.

Le aspettative formulate sulle variazioni dei canoni di locazione sono omogenee per tutte e tre le tipologie considerate nell’analisi. La maggioranza degli operatori “F.I.M.A.A. Ravenna” propende per una crescita, ma non è da trascurare il 33,3% del campione che si aspetta una stabilizzazione sulle percentuali di crescita che hanno caratterizzato il mercato dei canoni di locazione nel secondo quadrimestre 2023.

In merito alla presentazione dei dati del “Rapporto 2023 del mercato immobiliare a Ravenna e provincia”, realizzato dal sindacato provinciale “F.I.M.A.A. Ravenna” e da Confcommercio provincia di Ravenna, avvenuta nella mattinata di oggi, venerdì 17 novembre, a palazzo Rasponi di Ravenna, si è espresso Stefano Stanzani, docente dell’università di Bologna, con le seguenti parole: “I record che hanno contrassegnato il numero di scambi di abitazioni a Ravenna e provincia tra il 2015 ed il 2022, con un tasso di incremento medio annuo superiore agli undici punti percentuali, tanto nella città, quanto nei comuni della provincia, lasciano il posto, nel primo semestre del 2023, ad una fisiologica battuta di arresto, aggravata dalle negatività nelle aspettative economiche che l’alluvione di maggio ha portato con sé”, ha concluso Stanzani.

Anche Ivano Venturini, presidente di “F.I.M.A.A. Confcommercio provincia di Ravenna” e di “F.I.M.A.A. Confcommercio Emilia-Romagna”, si è espresso in merita al tema, con le seguenti affermazioni: “La richiesta di abitazioni continua ad esserci e continuerà anche nei prossimi anni. Abbiamo un portafoglio di immobili usati in vendita che, dopo due anni, direi tre anni molto performanti, si è molto ridotto, a fronte di una richiesta di acquisto ancora alta. E questo fa si che i prezzi tengano e che, in alcuni casi, ci sia anche un leggero rialzo. Altro capitolo sono le vendite di immobili in costruzione, con la domanda che, anche qui, è superiore all’offerta. Causa principale il 110, con le ditte che si sono impegnate per i privati, in quanto avevano ricavi sicuri e a prezzo di listino. Sono, quindi, relativamente poche le imprese edili che hanno iniziato a costruire e ad immettere sul mercato immobili nuovi. Tutti questi immobili, poi, hanno prezzi nettamente superiori all’usato, ma i clienti, che qualche anno fa erano refrattari a comprare sulla carta, adesso, spesso, li preferiscono per diversi motivi. Più specificatamente, secondo me, sono tre le ragioni decisive nella scelta, ossia nessun problema di gestione della ristrutturazione, con l’immobile che viene consegnato finito; immobili con prestazioni energetiche, sismiche e domotica al top; e garanzie fideiussore per pagamenti ed eventuali problemi futuri dell’immobile. Inoltre, la rigenerazione energetica potrebbe, da un lato, dare nuovi impulsi al mercato delle compravendite, dall’altro, per offrire opportunità lavorative al comparto dell’edilizia. Senza contare che, il miglioramento degli immobili già esistenti in quartieri in cui è presente una rete di servizi pubblici, come strade, mezzi pubblici, ospedali e scuole, evita la creazione di cattedrali nel deserto e di non consumare altro terreno libero, quindi consumo del suolo. L’immobile rimane, comunque, il bene rifugio per eccellenza. A supporto di questa tesi, la richiesta notevolmente aumentata di investitori, anche privati, che cercano appartamenti da acquistare per poi locare. Esponenziale la richiesta di locazioni nelle nostre città, con conseguente significativo aumento dei canoni di locazione”, ha terminato Venturini.

Infine, in merito alla presentazione dei dati del “Rapporto 2023 del mercato immobiliare a Ravenna e provincia”, parola a Pierluigi Fabbri, presidente di “F.I.M.A.A. Confcommercio Ravenna”, che si è così espresso: “Non posso che esprimere il mio giudizio positivo sull’anno 2023, aggiungo che, contrariamente a chi vede un po’ di negatività per l’anno prossimo alle porte, faccio presente che, i valori immobiliari dal c.d. post-Covid, si sono incrementati senza eccedere troppo e tengono ancora bene, soprattutto negli immobili recenti. Sicuramente, all’orizzonte non si scorge un boom immobiliare, ma il futuro lo vediamo fiduciosamente roseo, dopo la pandemia abbiamo avuto due anni eccezionali come crescita di compravendite, il trend è rientrato, quest’anno, in ambiti più normali, molti, però, sono i motivi visti prima che avrebbero potuto screditare fortemente l’investimento immobiliare, questo, invece, non è avvenuto, anzi, tutt’altro. Il 2024 sarà, quindi, un altro anno positivo, le richieste che registriamo nelle nostre agenzie associate ‘F.I.M.A.A.’ rimangono sostenute, la tendenza verte sostanzialmente, da una parte, a migliorare la propria qualità di vita, avere case più belle e confortevoli con consumi energetici più contenuti, dall’altra parte, c’è l’innata ricerca di mettere al sicuro i propri risparmi con pure una buona resa da investimento per la locazione. Questo ci porta consapevolmente ad affermare che, nonostante tutto, il settore immobiliare è e rimane l’investimento più solido possibile per famiglie ed aziende, motore trainante per la ripresa economica che auspichiamo”, ha concluso Fabbri.