Il presidente di Confindustria Romagna Roberto Bozzi

Resa nota oggi l’indagine congiunturale di Confindustria Romagna

L’industria ravennate regge e continuerà ad assumere così come ad investire anche nel 2024;  non si prevede cresca molto, ma neppure si intravede il pericolo di forti cadute. E, come mette in luce il rapporto congiunturale di Confindustria Romagna, le previsioni relative al primo semestre del 2024 evidenziano per la maggior parte delle imprese ravennati una aspettativa di stazionarietà. Per gli ordini totali il 34% degli imprenditori prevede un aumento, il 64% stazionarietà e solamente il 2% una diminuzione. Le previsioni sull’occupazione sono stazionarie per il 70% del campione, in crescita per il 24% e in calo per il 6%. L’andamento della produzione viene previsto in aumento dal 32% delle imprese, stazionario dal 44%, una diminuzione per il 24%.

“L’anno da poco concluso – spiega il presidente degli industriali romagnoli, Roberto Bozzi –  è stato segnato dall’alluvione che ha colpito gran parte della Romagna, con impatti diretti e indiretti su numerose imprese associate e sulle loro filiere di riferimento, ma nell’ultimo trimestre ha visto anche segnali positivi, soprattutto nei servizi, grazie al calo dell’inflazione e del costo delle materie prime.  Il 2024 si è aperto però con nuove incognite per i flussi commerciali, dovuti alla forte riduzione dei transiti nel canale di Suez. I prezzi di gas e petrolio non ne hanno risentito finora, ma restano alti e il quadro è in continuo divenire: al momento non registriamo impatti particolari a livello locale ma teniamo monitorati potenziali rischi perché, se la situazione dovesse perdurare, sarebbero inevitabili ricadute sul territorio”.

Sempre per quel che riguarda la provincia di Ravenna, per l’anno appena passato, confrontando il secondo semestre del 2023 con lo stesso semestre del 2022, si può vedere come la produzione risulti in crescita del 2,3%, il fatturato globale salga del 4,1% (quello intero del 6,5% e quello estero del 3,8%) e l’occupazione cresca di un rotondo 7%. Per quel che riguarda gli ordini totali il 36% delle imprese ha segnalato un aumento, il 34% stazionarietà mentre il 30% una diminuzione. Per gli ordini esteri, il 58% delle imprese li ha avuti stazionari, il 28% in aumento, il 14% in diminuzione. Complessivamente l’industria investe oltre il 5% dei ricavi, specie in Ict, formazione e ricerca e sviluppo.