Maggior costi per gli spedizionieri al Porto
Gli spedizionieri chiedono chiarezza sui costi per i rimorchiatori (foto Shutterstock)

Per il neo presidente di Arsi (spedizionieri) serve l’intervento del Comune

“Il traffico commerciale e croceristico non deve essere gravato dai maggiori costi del servizio di rimorchio dovuti al rigassificatore e su questo chiediamo il sostegno del Comune”. Per Carlo Facchini, il neopresidente Arsi, l’associazione degli Spedizionieri del porto di Ravenna occorre che non arrivino costi supplementari per gli operatori.  E a stretto giro  Annagiulia Randi, assessora al Porto, ribadisce che il rigassificatore è un’opportunità perché comunque “creerà occupazione nei servizi tecnico nautici, visto che si parla di circa 30 equipaggi in più” ma che sono allo studio varie soluzioni da parte della Capitaneria per la corretta ripartizione dei costi, tutte volte a garantire la competitività del sistema portuale ravennate.

Una strada potrebbe essere quella adottata a Piombino con la cosiddetta “tariffa di disponibilità” pagata da Snam quando usa i rimorchiatori per l’attività del rigassificatore; una strada che potrebbe essere una soluzione anche per Ravenna. Infatti, secondo uno studio della Capitaneria di porto di Ravenna, come riportato dalla cronaca di Ravenna de Il Resto del Carlino, occorrono 4 mezzi in più rispetto all’attuale dotazione di 6, che sarebbe ancora sufficiente, e questo comporta una lievitazione dei costi da 16,8 a 30,1 milioni. Sull’argomento si è tenuta martedì la riunione del consiglio direttivo dell’Arsi, l’associazione degli Spedizionieri, presenti Sagem, Setrasped, Sfacs, Riparbelli, Olympia, Viglienzone Adriatica, Casadei&Ghinassi e il neopresidente Carlo Facchini (Olympia).