Marinara in vendita per 9 milioni
La parte a terra del complesso di Marinara a Marina di Ravenna

Sorgeva vuole uscire dal business della vela dopo averci rimesso 10 milioni

Come si può leggere nell’edizione di oggi de Il Resto del Carlino, Marinara è in vendita al valore di circa 9 milioni. Marinara, infatti, ha terminato tutti i lavori prescritti dall’Autorità portuale (distributore di carburante, parcheggio a servizio del cantiere e piazzale per lo svuotamento delle acque nere per oltre 800mila euro di lavori) necessari per rendere definitiva la concessione, che dovrebbe avvenire entro il 2024, e dare così certezza ai diritti di superficie dei clienti che verranno garantiti fino al 2054. Un passaggio fondamentale, quello della garanzia della concessione che seguirà al collaudo, per la marina di proprietà di Seaser a sua volta posseduta dalla coop Sorgeva che ha “ereditato” la struttura di Marina di Ravenna a seguito del fallimento di Cmr di Filo di Argenta ed è entrata in gioco in quanto garante dei debiti di Cmr. Una volta avuta la certezza sulla concessione, Sorgeva, come anticipa il presidente Davide Sinigaglia, metterà sul mercato Marinara. “Cercheremo di vendere gli ultimi 7 appartamenti che ci restano  e che dopo il collaudo avranno un valore reale e non solo virtuale, così come gli esercizi commerciali; ma la via che abbiamo deciso di imboccare – spiega Sinigaglia – è quella di vendere la marina che è totalmente estranea al business di Sorgeva e alla quale finora è costata la bellezza di 10 milioni di euro. Avremmo potuto spenderli per comprare terreno agricolo o attrezzature e invece, a causa di una fideiussione da 20 milioni siamo ancora in gioco”. Sorgeva, all’inizio, aveva il 17% del capitale di Marinara ed entrò in gioco per una scelta politica di LegaCoop Ferrara. Attualmente il valore del complesso è di circa  9 milioni di euro ma trovare l’acquirente (in campo c’è l’advisor Alvarez & Marsal)  non è un’operazione semplice, stante anche la stasi che attraversa il mercato nazionale dei porti turistici. Intanto la società ha rimesso ordine nei conti e azzerato i debiti verso i fornitori che erano arrivati a quota 2,5 milioni.