C'è ancora da attendere per la Zona logistica semplificata relativa al porto di Ravenna (foto Shutterstock)

Corsini: “Il Dl Pnrr non ha sbloccato nulla” – Ma i parlamentari di centro destra esultano

“La Zona logistica semplificata dell’Emilia-Romagna non è stata affatto sbloccata, come hanno affermato alcuni parlamentari del centrodestra. Il Dl Pnrr pubblicato in Gazzetta ufficiale sabato scorso non prevede alcuna istituzione della Zls Emilia-Romagna ma, in un gioco di matrioske e rimandi a norme e articoli, equipara, per sintetizzare, le regole valide per le Zls già attive a quelle delle Zes, le zone economiche semplificate del sud d’Italia.  Non c’è nulla quindi per l’Emilia-Romagna e il Porto di Ravenna. Sarebbe meglio che prima di alimentare false speranze, i parlamentari si documentassero meglio. Anzi, se volessero essere davvero utili all’Emilia-Romagna, dovrebbero premere il Governo affinché istituisca la nostra Zls, condivisa con i territori, che ha già avuto l’ok da parte dei tecnici dei Ministeri competenti e per la quale, il presidente Bonaccini, negli ultimi due anni, ha sollecitato con varie lettere il ministro Fitto”. Così l’assessore regionale a Trasporti e Infrastrutture, Andrea Corsini, commenta la mancata istituzione della Zls dell’Emilia-Romagna nel Dl Pnrr e le sue parole smorzano l’entusiasmo dei parlamentari di centro-destra, Alice Buonguerrieri e Marta Fariolfi in primis, che plaudivano alla (presunta) approvazione della Zona logistica semplificata (Zls) per Ravenna e il suo ambito portuale. Infatti, con l’approvazione del Dl 19/2024, di competenza del ministro Raffaele Fitto, e in particolare dell’articolo 12 comma 11, pareva che tutto fosse risolto. Ma così non è perché la norma chiarisce solo che regole delle che le norme della Zls si applicano anche alle Zone economiche semplificate del sud d’Italia. Quando effettivamente partirà la Zls, inclusa quella che riguarda anche la Romagna, avrà un significativo impatto per le zone che ricadono nelle aree di operatività del porto di Ravenna e del retroporto, incluso lo scalo merci ferroviario di Villa Selva (Forlì-Forlimpopoli).

Cosa sono le Zls

Le Zls  sono aree di dimensioni limitate all’interno delle quali sono previste agevolazioni e incentivi per le aziende insediate o che decidono di insediarsi.  Tra i principali vantaggi, la riduzione di un terzo dei termini procedimentali, la diminuzione dei termini previsti per la conferenza dei servizi decisoria, l’utilizzo del credito d’imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali per le imprese che effettuino investimenti all’interno della Zls, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.

L’area coinvolta

Da parte sua l’Assemblea legislativa regionale ha, infatti, approvato il Piano di sviluppo strategico della Zls regionale che coinvolge 11 nodi intermodali da Ravenna a Piacenza, 25 aree produttive, 9 province e 28 Comuni (Argenta, Bagnacavallo, Bentivoglio, Bondeno, Casalgrande, Cesena, Codigoro, Concordia sulla Secchia, Conselice, Cotignola, Faenza, Ferrara, Fontevivo, Forlì, Forlimpopoli, Guastalla, Imola, Lugo, Mirandola, Misano Adriatico, Modena, Ostellato, Piacenza, Ravenna, Reggiolo, Rimini, Rubiera, San Giorgio di Piano). Come previsto dalle normative nazionali per l’istituzione delle Zone economiche speciali, la Zls avrà un’estensione di circa 4.500 ettari e unirà il porto di Ravenna, il centro del sistema, con i nodi intermodali regionali. E qui potrebbero nascere i primi problemi perché il governo, come ha lasciato intendere il viceministro alle Infrastrutture Galeazzo Bignami, prevede un regolamento che  effettuerà una selezione del territorio, limitando i benefici alla sola Romagna e a parte della provincia di Ferrara, ma non certo a tutta la regione. 

Le reazioni politiche

Benefici, come ha sottolineato Alice Buonguerrieri, deputato di Fratelli d’Italia, che si tradurrebbero “in sgravi fiscali e importanti agevolazioni soprattutto burocratiche per un territorio che si candida ad acquisire ulteriore competitività”.  Di “passaggio epocale per la crescita infrastrutturale ed economica del territorio, in grado di arrecare benefici che vanno ben oltre il sistema logistico”, scrivono Carlo Battistini, presidente Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini e Giorgio Guberti, presidente Camera di commercio di Ferrara e Ravenna. “Questo risultato – scrive in una nota la senatrice di Fratelli d’Italia Marta Farolfi – è frutto di un impegno prolungato e mira a restituire alle aree legate al porto di Ravenna la centralità e la competitività che meritano”. Soddisfazione da parte di Legacoop Romagna che sottolinea come le coop siano pronte a “fare la loro parte nell’esecuzione del provvedimento e auspicano tempi brevi per la predisposizione delle forme regolamentari necessarie”.