Assemblea di bilancio della cooperativa Deco Industrie ai Magazzini del Sale di Cervia
Assemblea di bilancio della cooperativa Deco Industrie

Nel solco della sostenibilità ambientale, la cooperativa ha proseguito la ricerca di soluzioni per ridurre gli impatti ambientali identificati

È un quadro di generale crescita quello dipinto durante l’assemblea di bilancio della cooperativa Deco Industrie che si è svolta sabato 11 maggio ai Magazzini del Sale di Cervia. Una realtà produttiva che occupa circa 600 persone (di cui 231 soci e quasi equamente divisi fra uomini e donne) fra gli stabilimenti di Ravenna, Bagnacavallo, Forlì, Imola e Bondeno, e con quasi il 70% assunti a tempo indeterminato, che vende 300 milioni di prodotti l’anno, tra il comparto alimentare e quello della detergenza, e serve 1 milione di consumatori al giorno. 
 
Nel solco della sostenibilità ambientale, Deco Industrie ha proseguito la ricerca di soluzioni per ridurre gli impatti ambientali identificati nelle unità produttive, nei processi e impianti, nei prodotti, perché è anche su questi temi distintivi che ci giocherà la futura competitività. Per questo Deco ha incrementato la filiera delle forniture di materie prime sostenibili, ha riprogettato i contenuti e gli imballaggi dei prodotti “green”, ha ceduto i propri scarti ad aziende specializzate nella rigenerazione o produzione energia e si è impegnata nell’efficientamento energetico e nella riduzione della Co2 dei processi diretti e indiretti.

“È stato un anno difficilissimo il 2023 – dichiara Stanislao Fabbrino, amministratore delegato di Deco Industrie  – con i danni della drammatica alluvione e le conseguenze sugli stabilimenti produttivi, tuttavia, nonostante le difficoltà, il fatturato consolidato è cresciuto del 16% rispetto al 2022 superando abbondantemente la soglia dei 200 milioni di euro, per la precisione 226,5, risultato mai raggiunto nella nostra storia. Anche sul fronte della redditività i dati sono molto positivi e l’ebitda cresce fino a sfiorare il 13% di incidenza rispetto al fatturato, la posizione finanziaria netta vede una forte diminuzione da 22 milioni (nel 2022) a 13 milioni (nel 2023). I primi dati del 2024 ci fanno pensare che proseguirà la nostra crescita ma non possiamo metterci comodi perché la storie recente ci ha insegnato che gli scenari cambiano velocemente e ci si deve sempre far trovare pronti e reattivi”.
 
“La cooperativa – dichiara Antonio Campri, presidente di Deco Industrie – ha investito nel welfare aziendale più di 200 mila euro nel 2023 e ha completando il percorso di certificazione di genere, garantendo pari opportunità di partecipare ai percorsi di carriera e alla governance della cooperativa. Il benessere dei lavoratori è sostenuto anche grazie a specifici strumenti come il congedo parentale, i benefit medici e finanziari, e altre iniziative di benessere promosse dalla cooperativa come  il coinvolgimento dei dipendenti in maniera continuativa in momenti di ascolto e con indagini su temi e iniziative specifiche. Rispetto al territorio, la cooperativa ha investito 100 mila euro in interventi diretto a favore delle attività sportive e culturali delle zone dove opera e si serve, quanto più possibile, di fornitori localizzati nelle zone limitrofe alla produzione. Il risultato di esercizio è stato destinato in gran parte a riserva indivisibile e per la restante parte al fondo mutualistico per lo sviluppo della cooperazione”.

Durante l’assemblea sono stati festeggiati i nuovi soci: Pier Luigi Caravita, Mattia Colombo, Salvatore della Volte, Shkelqim Gura, Silvia Lilli, Monica Mallozzi, Giorgia Miglioni, Cristian Oteri, Michele Ricci, Matteo Toschi e Marzo Zannoni.
All’assemblea erano presenti: Daniele Montroni e Barbara (rispettivamente presidente e direttrice di Legacoop Emilia-Romagna), Paolo Lucchi e Mirco Bagnari (rispettivamente presidente e coordinatore di Legacoop Romagna), Giovanni Monti e Mario Mazzotti (ex presidente di Legacoop Emilia-Romagna ed ex presidente di Legacoop Romagna), e il collegio sindacale composto da Laura Macrì, Michela Succi e Piero Brandolini.