La ruota di una bici (foto di repertorio)

E per spronare il Comune a realizzare le corsie ciclabili di emergenza “promesse da mesi”

“Fiab Faenza” in collaborazione con il “neonato” gruppo di “Extinction Rebellion Comuni Faentini”, organizza per Venerdì 7 Agosto alle ore 18.45 (partenza piazza del Popolo) una “biciclettata non violenta e disobbediente per spronare il Comune a realizzare le corsie ciclabili di emergenza (promesse da mesi), e per chiedere di togliere le barriere “parapedonali” dalle ciclabili di Viale Marconi e via Modigliana”.  

“Altre città hanno già realizzato ciclabili di emergenza togliendo i posti auto, ma noi ancora non vediamo spuntare nessuna nuova ciclabile dall’asfalto, nonostante i progetti Fiab presentati all’amministrazione e nonostante i 27 000 euro ricevuti dalla Regione – afferma Fiab Faenza” -. Chiediamo al Comune di Faenza di facilitare le bici non di ostacolarle! Chiediamo di collegare le ciclabili e non spezzettarle con cordoli, barriere, interruzioni, chiediamo di rallentare le auto e ridurre lo spazio loro destinato. Diciamo no alle barriere sulle ciclabili! Per mettere in sicurezza le intersezioni pericolose, proponiamo di rallentare le auto con cuscini berlinesi, presegnalare agli utenti deboli la presenza dell’incrocio, colorare con altro colore e/o rialzare l’attraversamento, apporre bande acustiche (spessore 1 cm) per rallentare le bici. Le barriere parapedonali sono invece un pericoloso ostacolo per i ciclisti, soprattutto di notte (non ben visibili), soprattutto se si viaggia in cargo bike o con carrellino, sono inoltre state poste senza alcuna ordinanza scritta e non sono previste dal Codice della Strada se non come dissuasori della sosta (cosa che evidentemente non sono). 
La Fiab Faenza ha già avviato un ricorso insieme a dei privati (utenti deboli, disabili, anziani, genitori di bambini piccoli) contro le barriere, e stiamo aspettando la risposta dal Ministero dei Trasporti . Per l’efficacia sospensiva del ricorso però, le barriere dovevano essere già rimosse, ma l’amministrazione si ostina a tenerle. Ancora una volta chiediamo di incentivare la mobilità sostenibile e ostacolare le automobili, non il contrario. Il trasporto privato motorizzato è la prima causa delle emissioni climalteranti, delle polveri sottili e degli incidenti stradali, a Faenza, così come in altre città. Cosa aspettiamo a ridurre le auto, facilitare le bici e implementare il trasporto pubblico?Chiediamo a tutta la cittadinanza e alle associazioni di partecipare, benvenuti tutti, anche i politici, ma senza bandiere/simboli di partito.(Per la prevenzione anticovid, invitiamo i partecipanti a mantenere la distanza di 1 metro, e se non sarà possibile indossare le mascherine)”.