Critiche alla programmazione presentata dal Comune per il 700esimo anniversario della morte del Poeta

Ma quali celebrazioni si “merita” Dante? La presentazione del programma ravennate legato al 700esimo anniversario della morte del Poeta ha fatto discutere. Sostanzialmente c’è chi è rimasto deluso, chi l’ha ritenuto inadeguato rispetto ad un appuntamento di tale portata, tra l’altro “irripetibile”, cadendo una volta ogni cento anni…

Intendiamoci, l’inadeguatezza non è legata alla qualità delle singole proposte, quanto alla loro visione complessiva: appare di scarso respiro internazionale, una sorta di “fricandò” romagnolo incentrato sulle “classiche” risorse locali, in particolare Ravenna Festival, la Classense, Ravenna Teatro e il Mar.

Ma tanti ottimi eventi non fanno necessariamente un grande evento in grado di stupire, segnando indelebilmente la ricorrenza e il legame tra Dante e Ravenna: è questa la critica che di fatto si muove all’Amministrazione. L’esempio di Forlì – dove Dante dimorò nel 1302 per oltre un anno, ospite degli Ordelaffi – è bruciante: ai Musei San Domenico si terrà una grande mostra in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, con capolavori, tra gli altri, di Michelangelo, Pontormo, Andrea del Castagno. Lasciando il beneficio del dubbio – il programma è suscettibile di integrazioni e si punta anche sulle riqualificazioni urbanistiche, è stato specificato – al momento non sembra che Ravenna sia in grado di giocare una carta simile. Al netto dell’inaugurazione delle celebrazioni con il presidente Mattarella, il 5 settembre prossimo, e della conclusione con un concerto diretto da Riccardo Muti, nel settembre 2021. Senza dimenticare l’udienza papale.

Altra cosa che è stata notata è la mancanza di un piano di marketing per gli eventi celebrativi: come spingere la città anche dal punto di vista turistico? Posto che la finalità principale non deve essere quella di riempire alberghi, piuttosto quella di “riempire” le menti e possibilmente i cuori.

Al momento dunque Dante non unisce, anzi. Sulle pagine del Corriere Romagna è andato in scena un “botta e risposta” con il sindaco de Pascale, che non aveva gradito la trattazione del tema, incentrata, appunto, sulla delusione e sull’inadeguatezza del programma. Da una parte e dall’altra legittime opinioni. Fermo restando che la stampa, riteniamo anche noi, rappresenta un caposaldo imprescindibile nella dialettica con il potere. Dante a suon di terzine elevò anche la critica a materia letteraria senza tempo. Quale miglior celebrazione dantesca, per iniziare, che accettarla?

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