Eraldo Baldini (foto di repertorio)
Eraldo Baldini (foto di repertorio)

Post polemico dello scrittore dopo l’annullamento della presentazione del libro “Dante in Romagna” in Classense

Interviene dal proprio profilo Facebook dopo l’annullamento della presentazione del libro “Dante in Romagna”, che si sarebbe dovuta svolgere ieri, venerdì 23 ottobre, alla Biblioteca Classense, lo scrittore Eraldo Baldini, co-autore del libro stesso.

La presentazione, scrive Baldini, “sarebbe avvenuta con posti limitati e distanziati e solo su prenotazione”, ma lo scrittore non contesta l’annullamento: “La trovo una decisione GIUSTA. Del resto io, da quando le presentazioni si fanno al chiuso, le ho disertate tutte, lasciando l’incombenza al meno pavido Bellosi. Per cui nulla da dire sulla decisione che, ripeto, APPROVO”.

Baldini aggiunge però un paio di osservazioni polemiche: “La prima è che ci si poteva pensare un po’ prima: non è che la situazione di oggi (ieri, ndr), a Ravenna, sia diversa da quella di qualche giorno fa. Annullare un evento il giorno stesso in cui si deve svolgere, quando sono state fatte le prenotazioni, le pubblicità (comprese quelle a pagamento su alcuni canali, organizzate dall’editore e dagli autori), ha il sapore di un balbettio.

La seconda è che, anche nella stessa Biblioteca Classense in cui si doveva svolgere la presentazione, a partire da oggi avrà luogo l’iniziativa ‘Giovin Bacco’, con degustazioni di vini e gente a tavola. Certo, anche questa con gli accorgimenti del caso, posti limitati, prenotazione, ecc. ‘Giovin Bacco’ mi piace molto, è evento lodevole, ma se le condizioni del rischio in città sono tali da consentirlo (cosa che io non credo), in una sala della stessa Biblioteca si sarebbe potuta fare anche la presentazione, perché il lavoro di autori, editori e operatori della cultura in genere dovrebbe avere pari dignità con quello degli altri settori.

Presentazione alla quale, ripeto, non avrei preso parte (per età e patologie croniche sono tra l’altro un soggetto molto a richio) perché secondo me in questo momento, se gli eventi costituiscono un pericolo (e io credo che lo costituiscano), al chiuso non se ne dovrebbe fare nessuno, a prescindere dal budget che muovono”.