Mezzi ed equipaggi d’epoca a cura dell’Associazione ‘Gotica Romagna’ durante le celebrazioni per la Liberazione di Cervia di alcuni anni fa (foto di repertorio)

Il sindaco Medri: “Cervia va orgogliosa dei suoi concittadini che hanno sacrificato la loro vita e dedicato la loro esistenza per affermare la libertà”

Il 22 ottobre è una giornata indimenticabile per Cervia: 77 anni fa nella nostra Piazza Garibaldi, il cuore della comunità, venne dato l’annuncio della città liberata.

“Finalmente, dopo questo periodo difficile, abbiamo ripreso a festeggiare con un programma ricco di eventi che si concluderà domenica 24 ottobre col concerto del Corpo bandistico ‘Città di Cervia’, il Corteo e la suggestiva rievocazione storico didattica della Liberazione di Cervia con veicoli e mezzi risalenti alla seconda guerra mondiale ed equipaggi d’epoca a cura dell’Associazione ‘Gotica Romagna’” afferma il sindaco di Cervia Massimo Medri.

“Inoltre ogni luogo verrà ricordato e porteremo negli oltre trenta cippi del nostro territorio una corona in ricordo del sacrificio dei nostri caduti – continua Medri. La città di Cervia pagò un pesante tributo di martiri e subì notevoli danni e distruzioni dovute alle azioni belliche, nel periodo fascista, durante il secondo conflitto mondiale e nella guerra di Liberazione.

Furono quasi 1.000 i cervesi che dal 1922 alla Liberazione pagarono un contributo all’antifascismo e alla Resistenza, molti perdendo la vita, altri incarcerati, internati, percossi, feriti, condannati al confino.

Numerosi furono i danni subìti: case, strade, ponti distrutti, porte della città abbattute, saline allagate, intere zone minate.

Nonostante la presenza del comando tedesco e quindi particolarmente controllata e sorvegliata, Cervia fu un luogo importante nell’azione di Resistenza, tanto che fu uno dei luoghi dove venne decisa dalle organizzazioni partigiane la ‘pianurizzazione’, la difficilissima e pericolosissima lotta armata in pianura, che portò anche alla liberazione di tante città e paesi della Romagna.

L’intera città seppe risollevarsi con grande dignità dalle distruzioni subite, senza chiedere alcun aiuto e sostegno al di fuori della propria comunità, ma con l’impegno e la determinazione di tutti i cervesi, che si impegnarono alla ricostruzione e a gettare le basi per una nuova società.

Cervia va orgogliosa dei suoi concittadini che hanno sacrificato la loro vita e dedicato la loro esistenza per affermare la libertà.

La ‘Medaglia di bronzo al Merito Civile’ che il 2 giugno 2011, anno del 150° dell’Unità d’Italia, è stata appuntata sul nostro gonfalone è il simbolo del sentimento collettivo dell’intera città e dell’animo della popolazione cervese, che è sempre stata legata ai valori della solidarietà, del lavoro, nel rispetto delle istituzioni repubblicane, della legalità e dell’uguaglianza di tutti i cittadini.

Ci tengo a ricordare un breve passaggio del libro ‘Cervia ore 6′:’La mattina del 22 ottobre 1944 alle ore 6, in una giornata piovosa, le avanguardie canadesi entrano a Cervia assieme ai partigiani. Viene dato l’annuncio alla popolazione, suonando a stormo la campana del comune, ed è un riversarsi di gente in piazza Garibaldi per accogliere i liberatori‘.

Fu una grande festa – continua il sindaco di Cervia -, la nostra piazza si riempì e le persone ricominciarono a sorridere, ad abbracciarsi e a parlare senza timore.

Questi principi irrinunciabili abbiamo ancora il compito di tramandarli e riaffermarli nella quotidianità, dobbiamo essere accorti, affinché la Storia non venga dimenticata e mistificata, sono valori che devono essere sempre alla base del nostro pensiero e del nostro agire, mai dandoli per scontati, o acquisti definitivamente.

Non dobbiamo mai scordare la nostra Costituzione che è profondamente e intrinsecamente antifascista, perché non solo l’art.1, con quell’aggettivo ‘democratica’ riferito alla nostra Italia repubblicana, lo rimarca fortemente, ma tutti i princìpi e i valori che ne sono contenuti riaffermano continuamente ‘l’antifascismo’.

Tutte quelle persone che combatterono per la liberazione scelsero di agire, accettando il rischio della prigione, dell’esilio, della morte. Donne e uomini con idee di libertà, di dignità, di sacrificio per il bene comune, con emozioni e sentimenti che rifiutavano il sopruso e la dittatura.

Non dimentichiamoli!

Ancora grazie di cuore a tutti e buon 22 ottobre” conclude il sindaco Massimo Medri.